I Sogni di Peter

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La porta e la spada

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L'anno di attività è ricominciato. E il confronto sulla meta e sul percorso da compiere è in pieno svolgimento. Stiamo rovistando nel baule delle cose che abbiamo dentro, quelle che ci portiamo dietro spesso senza accorgercene.

Due simboli sono saltati fuori dal pozzo degli archetipi:

Immagine Porta Battistero Firenze

 

La PORTA: via di ingresso per eccellenza, ma anche uscita (quella con il maniglione dell'uscita di sicurezza).

Può essere aperta o chiusa, invitante o ripugnante, larga o stretta, lucida o grezza, ecc...

La porta ci ricorda un sacco di cose, molte di più, probabilmente, di quelle che riusciamo a razionalizzare e a mettere a fuoco su due piedi.

Ci ricorda la porta dell'Oratorio e l'effetto che può farci varcarla, a seconda di quello che sappiamo si svolgerà nella serata, di quelle che potrebbero essere le persone che ci faranno compagnia, del fatto che sappiamo o meno che una ciambella ci rifocillerà al momento del tè. Ma anche la porta (il portale) della Chiesa, la porta (il portone) della scuola, la porta (l'ingresso) dell'edificio pubblico...

Ci ricorda la porta di casa, di cui quest'anno si parlerà parecchio. Una porta che si apre agli amici, e che spesso chiude dentro i problemi di cui facciamo fatica a parlare, che protegge noi, i nostri cari e i nostri beni, ma spesso ci isola pure, che definisce la soglia del nostro regno. Ci ripara dal freddo e conserva il caldo animale dei nostri corpi (e il loro olezzo, spesso altrettanto animale, ahimè).

Allargando ancora ci ricorda che non siamo solo “in viaggio” (questo ce lo siamo già detti un sacco di volte anche lo scorso anno), ma anche che siamo “di passaggio”. Stiamo attraversando qualcosa che ci porterà da un'altra parte. Stiamo attraversando un'età dell'uomo complicata, che ci porterà ad essere ragazzi e ragazze mature, forse pienamente uomini e donne, un giorno, ma non dobbiamo dimenticarci che tutta la nostra esistenza è un passaggio, un cambio di stato.

“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.” (Giovanni, 10, 9)

“Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito. Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto.” (Apocalisse, 4, 1-2)

E, del resto, sappiamo anche che entrare in una porta spesso richiede una scelta. Se entro nella porta di destra, spesso non ho poi occasione di entrare in quella di sinistra. Se scelgo di vedere cosa c'è dietro la porta verde, potrei trovare qualcosa che mi distrae dal continuare il mio percorso attraverso la porta gialla. Potrei trovare un tesoro o trovare un baratro, un premio (magari una dispensa piena di dolci) o il deposito dei veleni e dei prodotti per disinfestare.

...e questo ci porta verso il secondo segno, quello della SPADA.

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Ottobre 2009 14:49 Leggi tutto...

Ciao Manuel...

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Now I would do most anything
To get you back by my side
But I just keep on laughing
Hiding the tears in my eyes
Because boys don't cry

(The Cure - Boys don't Cry)

 

La musica è davvero potente.

Non sono necessarie spiegazioni del perché mi sia venuto in mente un testo sul piangere, o sul trattenere il pianto. E' un brutto pomeriggio. Di quelli in cui ricevi notizie di cui non ti libererai mai più. E non sarebbe giusto, del resto, liberarsene.

Sono appena stato in piazza. Quel cuore più o meno pulsante del paese in cui si vince, si soffre, si ama, si vive, si fa gossip. Si parla, a volte per parlare, altre per cercare di dividere con altri il peso di quello che abbiamo dentro.

Ero sceso per un caffè. E non sapevo niente.

Ero talmente frastornato che non avevo neppure capito la notizia, quando me l'hanno data .

Sono passato di fianco alla Manu che parlava di te con Micio e non avevo neppure capito cosa dicesse. Anche se era chiaro. Ma non volevo che fosse chiaro. Volevo un altro significato... Un “malato” si guarisce. Una “ricaduta” può non essere fatale. Ma “morto” non lascia appello, cazzo.

Ed io volevo un appello. Lo volevo per te, almeno. Perché le ultime volte che avevamo parlato mi avevi trasmesso la convinzione di volerci davvero cavare i piedi. Perché sì, avevi fatto una cazzata (forse anche più di una, dai tempi in cui uscivi dalla cella frigo con i capelli a caschetto e con un pezzo di salsiccia in mano...).

Sì, ti rendevi conto che era durissima. Ma volevi farcela.

Avevi ritrovato il piacere di stare con i tuoi amici, con tuo cugino, con una ragazza. Percepivi la nostra paura che tornassi a scivolare, e sembravi volerci tranquillizzare.

Parlando del lavoro, e delle cose di tutti i giorni. Parlando di vita. Di esserci.

Ma quella merda ti si attacca e scava dentro, anche quando provi a resistere. E quando sei a casa il rischio è che qualche merda travestito da amico ti riporti a provare quello che non puoi provare, a ricadere dove non vorresti mai più cadere. Una merda che distribuisce merda.

In realtà non so cosa sia successo.

Come al momento non lo sa esattamente nessuno.

In questo momento sono solo arrabbiato con tanti, forse anche con me stesso. Perché tanti anni passati insieme non si cancellano solo vedendosi un po' meno. Perché quando quello che sei stava prendendo forma, noi c'eravamo, e forse non abbiamo saputo fare abbastanza. Perché sapevamo tutti che poteva succedere, e speravamo con tutto il cuore che non sarebbe mai successo.

Mi avevi chiesto un sacco di volte di trovarci per vedere i vecchi filmini. E sono arrabbiato con me stesso perché non l'abbiamo fatto. Perché non potremo recuperarlo più.

Allora, cosa resta qui con noi, a consolarci?

Il tuo sorriso, che abbiamo visto spuntare in tante occasioni, anche quando le cose non andavano più bene. In giro per boschi, o alla Campaza a mangiare il pesce, o in chiesa mentre si cantava e si prendeva in giro il grande Saverio, o al pranzo della tua comunione, o al tavolino del Barrumba parlando di donne o di patenti che volavano via... Speriamo che il tuo sorriso resti per sempre con noi a farci compagnia. Speriamo di essere capaci di custodirlo, come un tesoro prezioso.

Per il momento posso solo dirti che ci manchi già tanto.

Davvero tanto.

andrea.prof

Gillo - Estate 09


 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Novembre 2009 15:06

Ancora una volta ...SassoFest!

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Domenica 20 settembre si è chiusa la 16ma edizione di ATUTTABIRRA SASSOFEST.

Iniziata venerdì 11 settembre, la manifestazione ha animato le serate dei sassesi (e non solo) con musica, cabaret, mercatini e promozione sociale.

Nata nel 1994 dal lavoro congiunto di AVIS, AIDO e AVIC, è attualmente organizzata dalla delegazione AVIS di Sasso Marconi (di cui è presidente Antonio Atti) e viene messa in piedi con il costante lavoro di un'ottantina di volontari, non solo soci AVIS, ma anche amici dell’Associazione e della Festa in genere. C’è chi spande il proprio sudore montando e smontando le strutture. Ci sono le bravissime cassiere, il grandioso staff della cucina coordinato dall’apprezato Max Mantellassi, gli esperti spillatori (e spillatrici) del bancone delle birre capitanati da Loris e Oscar, i pazienti camerieri e i rapidissimi palmari, che corrono avanti e indietro per la sala. Ci sono anche quelli che si adoperano, non solo nei giorni della Festa, ma anche tutto il resto dell'anno, perchè la manifestazione continui a crescere e a migliorare, nonostante le grandi difficoltà. Ci sono i tecnici audio e luci e gli addetti alla sicurezza, che, pur non essendo volontari, hanno saputo cogliere il clima della Festa e sanno dare spesso disponibilità che vanno ben oltre il loro ruolo.

Ciascuno regala le sue abilità e il suo tempo per il piacere di stare insieme e per realizzare obiettivi comuni sempre molto ambiziosi.

Il progetto Sasso nel cuore, ad esempio, ha dotato il territorio di alcuni defibrillatori posizionati in posizioni strategiche, mentre ad agosto abbiamo inaugurato l’Elisuperficie dedicata al soccorso che aveva impegnato la raccolta fondi degli ultimi anni. Il volontariato e la condivisione degli obiettivi sono senza dubbio le chiavi fondamentali del successo della festa.

E le altre sono, non possiamo dimenticarcele: una cucina di buona qualità che guarda alla Germania (non senza qualche significativa contaminazione locale), un’ottima birra artigianale bavarese, e il buon livello degli spettacoli offerti.

Le novità dell'edizione appena terminata sono state principalmente l'ampliamento della superficie coperta sotto cui la manifestazione si svolge, l'incremento del numero volontari, soprattutto giovani, che hanno accettato di darci una mano, e la campagna a favore del consumo responsabile di alcol e dell'individuazione di un conducente designato che possa gustare almeno una buona birra analcolica (ad un prezzo assolutamente "politico"), per non perdere il gusto di una bella serata insieme agli amici.

L'ampliamento al secondo campo di calcetto ci ha permesso di avere a disposizione una grande superficie coperta sotto cui chiacchierare anche in caso di maltempo (e ce n'è stato bisogno, dati i capricci del tempo!), girando tra i banchetti degli artigiani intervenuti.

Il bilancio dell’edizione che si è appena concluso è dunque sicuramente positivo per quanto riguarda la partecipazione e il gradimento riscontrato. Stiamo aspettando la chiusura ufficiale dei conti per verificare la fattibilità dei prossimi progetti che abbiamo in agenda: in base ai risultati economici daremo presto annuncio del nuovo progetto in cui ci impegneremo per questo e, forse, per i prossimi anni.

I margini di crescita, però ci sono, e vanno in tante direzioni. Speriamo che la manifestazione tenda ad avere sempre più carattere sovracomunale (e che questo carattere le venga sempre più riconosciuto). Speriamo che dia sempre più risultati la nostra campagna per il consumo responsabile di alcol e per l’individuazione di un “guidatore designato” che si preoccupi di portare a casa sani e salvi gli amici senza perdere per questo il gusto della festa (quest’anno sembra finalmente decollato anche da noi il consumo di birra analcolica, anche grazie alle iniziative promozionali svolte). Speriamo che le Forze dell’Ordine ci diano sempre maggiore disponibilità per fare attività di prevenzione all’interno dei capannoni in cui si svolge la festa, per non rischiare di essere percepiti solo come coloro che colgono l’occasione della festa per ritirare un po’ di punti e di patenti. Speriamo che le collaborazioni con i vari soggetti coinvolti nella festa (associazioni, ditte, ecc.) siano sempre migliori, per dare alla Festa lo spazio di crescita che ormai si merita.

Estremamente toccante per tutti noi è stato il momento conclusivo della Festa, in cui abbiamo voluto ricordare gli anni trascorsi ed in particolare tutti i volontari e i partecipanti che in questi anni si sono avvicendati esotto i capannoni della Festa, ed in particolar modo Franz Bettini, che solo un anno fa era lì con noi a chiudere l’edizione 2008 della manifestazione e che ora ha un posto speciale all’interno dei nostri cuori. E con lui, e con la sua voce che canta una parodia di Viva di Ligabue dedicata proprio alla SassoFest, abbiamo voluto ricordare anche tutti gli altri amici che, col passare degli anni, e sempre troppo presto, ci hanno dovuto salutare.

Unica nota negativa è stata la necessità, fortunatamente non frequente, di confrontarsi con soggetti che si sono lamentati per piccoli disguidi, quasi sempre più che tollerabili, e che, probabilmente ignorando il fatto che si tratta di un gruppo di volontari impegnati a raccogliere fondi per progetti di utilità pubblica, si sono comportati in modo sgradevole ...chiediamo perdono, per quello che ci riguarda: sappiamo che abbiamo ancora margini di miglioramento e vi assicuriamo che ce la stiamo mettendo tutta. Ma la cafoneria gratuita non è mai tollerabile, e anche le critiche senza diritto di appello non ci servono a molto (se non a farci esplodere in giornate in cui siamo già molto provati!).

Per qualunque informazione pratica, è possibile dare un’occhiata al sito della manifestazione (www.sassofest.it) che contiene le foto e i video di questa e delle passate edizioni, le informazioni sui progetti di beneficienza che sono stati portati a termine nell’ultimo anno e, presto, i progetti futuri, e le istruzioni su come prendere contatto con l’organizzazione per dare il proprio contributo (di tempo, di idee o di denaro) piccolo o grande che sia.

Grazie a tutti della partecipazione ...ci vediamo il prossimo anno!

andrea.prof

 

 

Foto di Gruppo dalla serata conclusiva

foto di Gabriele De Maria

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Novembre 2009 16:51

La Festa della Birra deve essere una festa anche per chi deve guidare

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Volantino Ultimo Week-EndLA FESTA DELLA BIRRA DI SASSO MARCONI CHIUDE IL PROSSIMO WEEK-END (18-19-20 SETTEMBRE 2009) CON ALCUNE SIGNIFICATIVE NOVITA'.

A TUTTA BIRRA - SASSOFEST DI SASSO MARCONI DEDICA, INFATTI, IL PROSSIMO WEEK-END ALLA SICUREZZA STRADALE.

AI NUMEROSI MESSAGGI A CUI SIAMO ABITUATI "SE GUIDI, NON BERE!" OPPURE "BEVI, NON GUIDARE!", ABBIAMO PENSATO DI AGGIUNGERE UN PICCOLO COROLLARIO: "...MA, ANCHE SE DEVI GUIDARE, NON RINUNCIARE AD UNA BUONA BIRRA IN COMPAGNIA: LA SASSOFEST HA PENSATO ANCHE A BOB!".
I PARTECIPANTI POTRANNO INFATTI GUSTARE UNA BUONA BIRRA ANALCOOLICA AD UN PREZZO VERAMENTE ACCESSIBILE: LA BECK'S NON ALCOHOLIC DA 0,33L COSTERA' PER TUTTO IL WEEK-END SOLO € 2,00 (MEZZO BICCHIERE TE LO OFFRE LA FESTA!).

QUESTA PICCOLA INIZIATIVA VUOLE SOTTOLINEARE L'IMPEGNO CONCRETO DEI VOLONTARI DELLA SASSOFEST A FAVORE DELLA SICUREZZA STRADALE, OLTRE A CERCARE DI PROMUOVERE ANCHE IN ITALIA LA CULTURA DEL GUIDATORE DESIGNATO, DIFFUSA IN TANTI PAESI EUROPEI: "NON FARTI GUIDARE DALL'ALCOL ...GUIDA BOB!"

COGLIAMO L'OCCASIONE PER RICORDARE CHE "A TUTTA BIRRA - SASSOFEST" E' UNA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALLA DELEGAZIONE A.V.I.S. DI SASSO MARCONI, NATA E CRESCIUTA CON AMBIZIOSI OBIETTIVI DI PROMOZIONE DI PROGETTI SOCIALI (IL PROGETTO "SASSO NEL CUORE" CHE HA DOTATO SASSO MARCONI DI DEFIBRILLATORI POSTI IN PUNTI STRATEGICI, LA COSTRUZIONE DELL'ELISUPERFICIE PER I MEZZI DI SOCCORSO, ECC.)

LA QUALITA' DELLA NOSTRA CUCINA E' ORMAI NOTA.
LA QUALITA' DEGLI SPETTACOLI E' PIU' CHE PROVATA DA MIGLIAIA DI PRESENZE AD OGNI EDIZIONE (VENERDI' 18 "JOE DI BRUTTO", SABATO 19 "OSTETRIKA GAMBERINI", DOMENICA 20 "CASA PIZZOCCHI")
...E A PARTIRE DA QUESTA EDIZIONE, SI POTRA' ANCHE "BERE A TASSO 0%"!

PER QUALUNQUE INFORMAZIONE POTETE CONTATTARMI AI RECAPITI SOTTO INDICATI.

UN SALUTO E BUON LAVORO A TUTTI.

andrea.prof




NOTA: CHI E' BOB?
"BOB" è il guidatore di turno. Quello che si assume la responsabilità nella serata di non assumere sostanze alcoliche per poter mantenere lucidità e prontezza di riflessi soprattuto al rientro dalla discoteca o altre situazioni di divertimento dove l'abuso di alcol è una costante.
Il nome "BOB" è utilizzato in tutta Europa.
La prima campagna con questo nome nasce in Belgio nel 1995 ad opera del Belgian Road Safety Institute e del Belgian Brewers.
Ora "BOB" è diventato EUROPEO e ha raggiunto paesi come Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito, Portogallo ecc.
PERCHE' "BOB"
Ogni anno, in Europa sono circa 50.000 le vittime di incidenti stradali e uno dei fattori che sottende questo dato è la guida in stato di ebrezza.
In Italia, ma non solo, gli INCIDENTI STRADALI SONO LA PRIMA CAUSA DI MORTE NEI GIOVANI TRA 15 E 29 ANNI.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Settembre 2009 19:43

Pro Loco ...una bella esperienza

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Che senso ha mettersi a pensare in questi giorni alla mia esperienza in Pro Loco di Sasso Marconi, terminata, senza troppi rimpianti, più di 5 anni fa?

Credo che la motivazione principale sia legata al fatto che, da quando mi è venuta in mente l’idea del blog ho sempre inserito, nello schema progettuale, la voce “Pro Loco”.

E’ stata un’esperienza fatta di luci e di ombre, come più o meno tutto quello che ci capita. E negli ultimi tempi le ombre oscuravano qualunque luminosità residua (non è un caso che tutte le manifestazioni a cui tenevo di più sono state travasate in altri contenitori all’interno dei quali mi sentivo più a mio agio, come è avvenuto con Volta la Carta e l’Associazione Le Nuvole). Però è stata la prima volta che mi è capitato di entrare in maniera un po’ più organizzata nella vita del paese.

Dalle prime collaborazioni esterne, su invito del Big Luciano (Macchia), all’ingresso nel Consiglio sotto le presidenze della Daniela, di Gianluca e dello stesso Luciano.

Ero entrato come giovane volenteroso e un po’ meno che capace di utilizzare il PC (gli anni in cui la Pro Loco si dotava di carta intestata su Word, di resoconti contabili in Excel, di un sito internet in HTML che svettava alle prime posizioni di Virgilio per la ricerca su “Sasso Marconi”, di nuove tessere fatte in casa).

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Agosto 2009 08:29 Leggi tutto...

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