I Sogni di Peter

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Domani è un altro giorno...

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Mi si perdoni uno sfogo, a quest'ora della notte...

Ho l'impressione sempre più chiara e sempre più forte, che riavvicinarmi al magico mondo della politica non mi faccia bene neanche un po'.

E quindi viene da riflettere sui luoghi comuni, che ogni tanto non sembrano così preconcetti (anzi, ci sono giorni in cui sembrano tutti ricchissimi di conferme!).

La politica viene spesso percepita dai più come una cosa “sporca”, come una cosa capace solo di tirar fuori il peggio dalle persone. E in questi giorni, tra le barzellette finite “in gloria” del nostro (?) Premier, le sparate volgari e populiste del solito Di Pietro (e i suoi toni davvero indegni di un'aula parlamentare), i dossier veri, presunti e minacciati contro quelli che danno fastidio ...come dare torto ai più?

Ma cosa ci ha allontanati in modo così vergognoso dalla Politica? Dalla nobile arte del governo della Polis? Non vorrei ripetere quello che già tutti vediamo e sentiamo ogni giorno, in merito all'egoistica rappresentazione che ci offrono i nostri amministratori locali e nazionali del “Bene Comune” come “Bene di Pochi” (quando siamo fortunati) o come “Bene Mio” (in tanti altri casi). Non vorrei ripetere quello che tutti sappiamo sulla tentazione di chi ricopre ruoli di responsabilità (spesso abbastanza o molto ben remunerati) di abbandonare qualunque criterio di merito per giungere al criterio “amici e parenti” nella scelta di collaboratori ed incaricati.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Gennaio 2011 21:59 Leggi tutto...

SassoFest ...dal 1994!

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Dal 1994 sempre al lavoro. Dal 1994 sempre puntuale ...anzi, quest'anno credo si possa dire che sia arrivata anche “in anticipo”. Rispetto al tradizionale periodo, che normalmente interessava le settimane a cavallo tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, infatti, quest'anno si è deciso di anticipare di un mese il tutto.

E, mi verrebbe da dire a posteriori, l'idea è piaciuta!

Stessa formula dello scorso anno, con entrambi i campi coperti dedicati alla Festa, che si è salvata così dai capricci del maltempo. Una sola piccola variazione: si sono definitivamente abbandonate le date infrasettimanali (mai realmente decollate, “più la bega che il gusto”, dicono in tanti) e ci si è concentrati sui due week-end, con una qualità degli spettacoli decisamente alta.

Dopo la prima serata, realizzata in collaborazione con i ragazzi del Centro di Aggregazione Giovanile di Sasso, sul palco della Festa si sono susseguiti: Cialtronight, Gem Boy (che abbiamo riscoperto orgogliosamente sassesi, anche dopo tanti anni di assenza, nonostante i successi nazionali), Ostetrika Gamberini, Matthew Lee (preceduto dall'apertura dei Rokkodrilli), Joe di Brutto. Soluzioni estremamente collaudate che sembrano aver raggiunto anche quest'anno la soddisfazione della maggior parte del pubblico.

Menu senza grandi innovazioni, a parte l'introduzione dell'Augustiner che si affianca a Wieninger e Schneider. Struttura sostanzialmente identica alle precedenti edizioni.

Cos'è cambiato, quindi? Cosa merita un articolo?

Beh, innanzitutto la constatazione che la SassoFest, che da sempre ci tiene a ricordare “non chiamatela semplicemente Festa della Birra”, ha saputo affiancare alla Birra, madrina della manifestazione, anche soluzioni alternative adatte alla sensibilizzazione del tema del “conducente designato” (birra analcolica e raffinate soluzioni aromatizzate di origine belga, che mal si prestano allo sballo) ...e già sono al vaglio ipotesi per le prossime edizioni!

E poi è stato un grande piacere ospitare, accanto al tradizionale raduno di Auto e Moto storiche, anche la prima edizione di ATuttaPiega, uscita motociclistica organizzata dal neonato Reparto Stradale del MotoClub di Sasso.

E dove vogliamo metterla la bellissima diretta, 6 sere su 6, su Radio Venere? Quest'anno il mitico duo Bisi & Galli hanno senza dubbio dato il meglio di loro, diventando parte integrante della Festa!

Poi, dato sempre fondamentale, che lo staff, di anno in anno, si arricchisce di nuovi elementi (anche se, a onor del vero, ogni tanto capita anche di perdere qualcuno per strada). Fa piacere trovare, in anni in cui sembra tanto difficile pensare a qualcosa di diverso che a se stessi, tante persone, più o meno giovani, disposte a dare una mano!

Perchè, non bisogna dimenticarlo, SassoFest è anche beneficienza. Anche se lo dimentica spesso la gente, quando si lamenta perchè 4 euro per una birra sono troppi (dove vanno, solitamente, il sabato sera, coloro che si lamentano?). Come pure dovrebbero ricordarlo (soprattutto alcuni faticano a farlo) coloro che chiedono l'affitto delle strutture, le agenzie che fanno circuitare i gruppi, i fornitori, le Amministrazioni, ecc...

Dallo scorso anno (e fino al prossimo, se non cambia nulla) la beneficienza raccolta con la SassoFest verrà “prestata” al Fondo di Solidarietà per i lavoratori cassintegrati istituito dal Comune di Sasso Marconi (per sopperire all'attuale carenza di liquidità). Al termine dei 3 anni il versato verrà poi restituito alla Festa, che lo utilizzerà per un progetto di utilità comunque comune (che si collocherà sulla scia dell'acquisto dei defibrillatori e del telesoccorso, e della costruzione dell'elisuperficie).

Tra un anno e l'altro agli organizzatori resta l'impegno di pensare. Pensare a quello che è andato e a quello che non è funzionato bene. Pensare a come rendere qualcosa che già è bello, sempre un po' migliore. E questa, forse, è una fatica di cui non tutti si ricordano quando varcano la soglia d'ingresso...

Vi aspettiamo, sempre più numerosi, e sempre più partecipativi, alla prossima edizione di ATuttaBirra SassoFest, che il prossimo anno dovrebbe arrivare a compiere 18 anni ...alla sua maturità!

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 15:01

SassoFest 2010

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Gruppo Chiusura

Foto di Gruppo dell'ultima sera della SassoFest 2010:

lo Staff festeggia i 10 anni di organizzazione di Stefano Melchioni (Balumba).

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 23:08

Generazione Italia, questa sconosciuta...

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Ieri sera ho presentato al Consiglio Direttivo del PDL di Sasso Marconi la costituenda Generazione Italia - Sasso Marconi.

Giovedì 3 (la settimana scorsa) abbiamo avuto la riunione di insediamento, in questi giorni stiamo finendo di svolgere la parte burocratica della costituzione del Circolo.

Mi sembrava doveroso relazionare al Direttivo quello che stava succedendo, anche per evitare letture distorte dell'operazione ...e ce n'era bisogno!

Mi sono state fatte tante domande (a cui spero di aver dato risposte esaustive), alcune critiche, ma anche qualche osservazione un po' troppo preconcetta per non infastidire almeno un po'.

Vedo di riassumere un po' quanto detto, per dare la possibilità a chiunque di capirci qualcosa di più.

Presentata il 1° aprile (ma non era uno scherzo, come si è detto in tante sedi), l'associazione si sta strutturando sul territorio da circa un mese. In questi primi giorni di attività, segnata finalmente da un ritorno all'entusiasmo di fare politica, si sono già raccolte più di 5.000 iscrizioni a livello nazionale, e più di 120 circoli (tra territoriali, tematici ed on line). L'esplosione è stata favorita dalla strutturazione del sito (www.generazioneitalia.it, con una struttura aperta ai commenti) e dalla diffusione dell'idea attraverso Social Network, FaceBook in testa a tutti).

Dopo la lettura de Il futuro delle Libertà - Consigli non richiesti ai nati nel 1989, pubblicato da Gianfranco Fini sul finire dell'anno scorso, si era reso evidentemente necessario un dibattito interno al PDL. Dibattito che non tutti avevano altrettanto evidentemente voglia di aprire. L'idea di costruire il progetto per un'Italia nuova, per una nuova classe dirigente, per un modo decisamente innovativo di affrontare i problemi (legalità, unità nazionale, federalismo, riforme, immigrazione, crisi economica, rilancio della produzione, necessità di moralizzazione, ecc...) costitusce una sfida decisamente affascinante e non più rimandabile.

Generazione Italia, così come FareFuturo e come tutte le altre componenti di quella che è stata definita "galassia finiana", ha cercato di aprire un dibattito serio su questi problemi. Cercando di arricchire il quadro. Cercando di moderare i toni di una politica un po' troppo urlata e inaccettabilmente portata avanti a slogan.

Nata e sviluppatasi sul web, dedicata principalmente proprio a quei giovani a cui Fini aveva indirizzato il suo messaggio, senza dimenticare le radici culturali della destra italiana che guarda con interesse alle destre europee della Merkel e di Sarkozy e alla destra oltre-Manica di Cameron, cerca ora di strutturarsi "fisicamente" sul territorio per creare una nuova classe politica capace di far uscire l'Italia dalla stagnazione politica, economica e morale in cui siamo caduti.

Alcuni punti fermi:

- non ci si può iscrivere con precedenti penali, una lezione tanto banale, che non è mai stata realmente recepita dai nostri governanti (nè di destra, nè di sinistra, nè di centro) ...perchè una persona che non può lavorare alle poste o fare il bidello in una scuola pubblica può arrivare al Parlamento o al Governo?

- l'Italia è una (e non si può dimenticarlo proprio quando festeggiamo i suoi 150 anni), e il Federalismo, per quanto necessario e da tutti auspicato, non può pensare di non fare i conti con i suoi costi reali e con la necessità di perequare i servizi di base che devono essere garantiti alle varie regioni,

- il confronto interno e il dialogo sono indispensabili per strutturare e migliorare costantemente il partito.

Il tema della messa in discussione della leadership di Silvio Berlusconi, accelerato dal confronto tra lui e Fini durante la Direzione Nazionale del PDL del 22 aprile, ha inizialmente fatto pensare ad alcuni che Generazione Italia fosse un altro luogo per parlare male del nostro Presidente del Consiglio. Credo che a questo punto sia chiaro a tutti che la scarsa simpatia per Berlusconi non sia una condizione sufficiente per partecipare all'associazione. Di luoghi per parlare male di lui ce ne sono già anche troppi!

Mi sembra molto chiaro quello che chiunque può leggere sulla presentazione dell'Associazione (fonte www.generazioneitalia.it):

"La caduta del Muro di Berlino, Tangentopoli, la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la costruzione di una destra europea da parte di Gianfranco Fini, sono eventi che hanno segnato la “vita politica” di chi dovrà avere la responsabilità di governare il Paese per i prossimi dieci anni. Questa classe dirigente che faticosamente si sta affacciando, ha un dovere che è anche generazionale, ha il dovere di guidare l’Italia. Questa dovrà essere la Generazione Italia che avrà la missione di costruire l’Italia del 2020. Ovviamente, questa missione richiede uno strumento. E noi scommettiamo su Il Popolo della Libertà, il grande partito degli italiani che dobbiamo continuare a costruire con quotidiano entusiasmo."

La volontà di fondo, quindi è di arricchire il partito. Di renderlo più forte. E nessuno si augura che ci sia una rottura (che non può essere "espulsione" come qualcuno malevolmente si augura, visto che Berlusconi e Fini sono co-fondatori e co-proprietari del simbolo e del nome).

A maggior ragione a livello locale, poi, la nascita di una nuova realtà, che ha già incontrato l'interesse di tante persone, soprattutto giovani, anche non storicamente dedite all'attività politica, deve essere percepita come un arricchimento! Ritrovare l'entusiasmo di confrontarsi su temi politici, recuperare il senso di andare a votare.

Dobbiamo ritrovare la consapevolezza che quelli che tu non vai a votare (illudendoti così di non avere responsabilità) hanno comunque un grande potere su quello che puoi e che non puoi fare (se devi metterti il casco quando vai in motorino, quali sono gli orari a cui devono chiudere i locali, come sono organizzate le strutture che ti offrono assistenza sanitaria, educativa, sociale, ecc...).

Quindi nessun problema se un Consigliere Comunale (io, nella fattispecie) ha deciso di imbarcarsi in questa avventura, altri guardano con interesse l'iniziativa dall'esterno, altri non sono troppo felici della cosa. E' uno strumento in più a disposizione del Gruppo e dell'organizzazione dell'attività sul territorio e della preparazione della prossima (per quanto lontana) tornata elettorale. Non un'occasione di divisione!

Per qualunque chiarimento, sono disponibile al confronto ...e la rete ci offre un bellissimo strumento per dare la possibilità di partecipare anche a chi è stanco di riunioni nelle sedi buie, di scontri che sconfinano troppo spesso nel personale, di toni troppo urlati più adatti a Uomini e Donne che ad un'aula di Parlamento o di Consiglio...


andrea.prof

Generazione Italia

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Luglio 2010 16:29

Siamo ancora fermi alla battaglia di Qadesh?

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Come tutti gli anni, soprattutto quando si avvicina il 25 aprile.

A Qadesh, nel 1284 a.C. si combattè una battaglia epica, tra le 2 superpotenze di quel momento: Egizi contro Ittiti. E come andò a finire? Boh. Gli Ittiti scrissero che avevano vinto loro, gli Egizi che era stato l'esercito di Ramesse a trionfare. E per chi non c'era restano solo le congetture. Gli storici moderni tendono a dare ragione agli Ittiti, un po' per dati oggettivi (pare che i territori oggetto della contesa, dopo la battaglia, siano rimasti ancora per un po' sotto il loro dominio), sia probabilmente per un'umana simpatia nei confronti di chi è diventato meno famoso.

Della battaglia di Qadesh si sa quasi tutto: tecniche militari utilizzate, strategie belliche dei due eserciti, trattato conclusivo (forse il primo trattato internazionale della storia). Ma la questione di come andò a finire resta, in tutta la sua storica ed imbarazzante attualità.

Sono passati millenni. I documenti sulla storia contemporanea sono più generosi, a volte anche sovrabbondanti. Spesso altrettanto selezionati, se non addirittura riveduti e corretti. Sia da parte dei vincitori che da parte dei vinti.

Ma il problema resta: ci sono domande a cui non è sempre facile dare una risposta.

Oggi è la festa della Liberazione, giornata elusa e contesa, di libertà di pensiero e di arroccamento ideologico, di tutti e di pochi (eletti).

Personalmente spero che si riesca a rendere la giornata del 25 aprile una giornata per tutti gli italiani, che si riesca ad uscire dal meccanismo “esaltazione dell'epopea dei cavalieri senza macchia e senza peccato” VS “demonizzazione delle colpe di una massa di briganti”. Non credo sia quello il cuore del problema.

Le guerre tendono a tirar fuori il peggio dell'essere umano, e neppure i poemi cavallereschi riuscivano a tenere indenni gli eroi da qualche piccola o grande tristezza.

Credo che si dovrebbe ripartire da capo, lasciando alla ricerca storica quello che le è proprio (confronto dei documenti, con l'obiettivo di raggiungere una conoscenza attendibile sui fatti), cercando di fare leva su quanto è condiviso da molti, se non proprio da tutti.

Le cose da festeggiare. Tra cui: la gioia per la fine di una guerra, l'esaltazione generale della fine di un regime autoritario e dei suoi nocivi alleati, la nascita di uno stato democratico, realmente moderno (nelle virtù e nei vizi), capace di ricostruire dalle proprie macerie e con grandi sacrifici il paese in cui siamo nati e in cui viviamo.

Le cose da ricordare. Tra cui: le dure condizioni a cui furono sottoposte le popolazioni civili nel corso della guerra e delle sue logoranti fasi finali, le tante vite stroncate, di militari e di civili, di italiani e di loro alleati, di contadini e di preti, per non parlare delle cose atroci che la guerra fa vivere e fare anche quando non arriva ad ucciderti, che fortunatamente la maggior parte di noi non ha conosciuto direttamente.

Se il 25 aprile deve essere un motivo di discordia, che serve ad una parte a tener vivi i suoi miti crearne dei nuovi (in modo acritico e dogmatico, al contrario di quanto si dice in giro) e all'altra a non percepire le responsabilità della storia, allora andiamo pure avanti così.

Io non posso che augurarmi che le cose crescano in maniera differente, e auguro una buona Festa della Liberazione a tutti ...e domani, carichi e pronti a mettersi al lavoro! Perchè, come ai tempi dei nostri nonni, seppure per ragioni diverse, c'è tanto da fare...

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 16:57

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