I Sogni di Peter

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Una lancia per i "Giovani d'Oggi"

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C'è chi si ostina a parlare male dei cosiddetti "giovani d'oggi"...

Eppure stamattina ho visto un gruppo di ragazzi che ha portato 200 moto in giro per i colli bolognesi per raccogliere fondi per la Basilica di Santo Stefano e per dimostrare che i bikers non sono nemici della città.

Eppure stasera ho visto un fantastico gruppo di amici che ha fatto rivere, ancora una volta e in modo sempre più emozionante, la storia di Pink e del suo Muro, nella speranza che ci siano sempre meno muri attorno a noi.

Eppure vedo spesso tanti ragazzi che si danno da fare...

Quindi non vogliatemene, ma sono ancora convinto che i giovani possano davvero cambiare il mondo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Novembre 2011 16:24

I Have A Dream…

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Qualche tempo fa, il nostro percorso di ricerca insieme ci ha fatto imbattere nel tema del sogno …perché, anche quando l’obiettivo finale è abbastanza chiaro, il viaggio può subire deviazioni, ritorni imprevisti, cadute e risalite.


Abbiamo letteralmente “sbattuto” contro il problema di diventare grandi (in un mondo che sembra dimenticare che 18 sono ancora la “maggiore età”). Perchè sembra che non si voglia più parlare di progetti e di punti di riferimento ...e quello che era cominciato qualche mese fa come una chiacchierata con Simon, si è trasformata in un approfondimento, in un percorso nel percorso.


Uno di quei vicoletti che, quando cammini attraversando una città che conosci poco, ti trovi a scorgere con interesse quasi magnetico, magari sotto un archetto di pietra tra le case, magari per qualche fiore colorato ad un balcone, magari per l’odore di pane fresco che sembra provenire proprio da lì. La direzione sembra quella che avevi stabilito per il tuo viaggio, e ti trovi ancora prima di pensarci ad imboccarlo. E scopri che lì dentro c'è un mondo, ci sono scorci favolosi che mai avresti immaginato camminando sulla strada principale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Settembre 2011 10:14 Leggi tutto...

Vegliamo davanti ad un tè - Cosa vi aiuta a cercare?

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Una serata realmente diversa.

Ci mettiamo subito seduti, al caldo, chi sulla solita poltrona a sdraio, chi sulle sedie, chi sul mitico divano.

Abbiamo intenzioni serie stasera. Partiamo subito, con qualche testo in circolazione, mentre io vado a fare il tè (dopo una strepitosa figuraccia che mi vede entrare in chiesa parlando ad alta voce nel silenzio della Candelora ...e io che credevo che qualcuno avesse lasciato le luci accese!).

I testi sono vari ed eventuali. Madeleine Delbrel, che ci segue dall'incontro con don Fabio di Riola. Il testo delle mie riflessioni dopo l'incontro "mancato". Una Bibbia di Gerusalemme. Il testo di un'omelia di Bruno Forte sui Magi e sulla loro ricerca. Il sancta sanctorum che sta alla fine del mio libello. L'Alchimista di Coelo.

La consegna estremamente semplice: "Pensate a chi vi aiuta nella vostra ricerca. Se siete a corto di idee scartabellate un po' tra queste pagine e guardate se c'è qualcosa che vi colpisce."

Il tè è presto pronto, mentre il lavoro procede con un discreto grado di concentrazione, Obbligo/Verità a parte.

La cosa bella è che (quasi) tutti colgono il senso del gioco.

Parte Iacca. A lui l'onore e l'onere di rompere il ghiaccio. Ed è un bell'intervento. Che mette in campo, partendo dai miei sproloqui sulla vulgata di Bob Marley e di MTV, giovani e sesso, giovani e mode, l'aiuto della musica per cercare di pensare a chi si è e a dove andare...

Poi la serata procede con un ordinato giro di tavolo.

Il Devid ci aiuta a riflettere sul problema religioso all'interno delle scuole, dove spesso l'indifferenza regna sovrana. Ma dove si può fare anche qualche esperienza dell'altro e dell'incontro con l'altro.

L'Ila ci regala la sua personale ricetta della ricerca, che parte dal corso dei pensieri precedenti al momento di addormentarci. Pensieri su quello che è successo, su chi ci ha aiutato, sulla felicità più o meno raggiunta ...sulla grande tentazione di pensare al passato come a qualcosa di meglio rispetto a quello che viviamo nel presente. Forse solo perchè non c'è più...

Jack ci dice di essere felice. E forse è così. "Sono a posto così e non cerco niente", ci dice. Ma l'impressione che ho avuto, e credo di non essere il solo, è che non sia così convinto che possedere il n.1 e 2 di Naruto sia davvero la cosa più importante nella vita! Comunque di qualcosa abbiamo bisogno tutti: di stare con i nostri amici per condividere la felicità, quando ne abbiamo, e per cercare aiuto quando abbiamo pesi un po' più grandi del solito. Forse è di qualche utilità anche Obbligo/Verità...

La Cate cerca risposte e le cerca nei suoi amici. Cerca amici sinceri, e quelli crediamo tutti che siano di buona compagnia nel cammino verso la felicità... Ma forse è meglio cercare le risposte "con" i nostri amici invece di cercarle "nei" nostri amici. In fondo siamo tutti nella stessa barca e per darci una mano serve anche qualche nocchiero un po' più esperto!

Morro (che onore!) muove da uno dei miei racconti, e dal “barbiturico sonno” che avvolge una società abituata a contenuti multimediali preconfezionati. Ci parla della difficoltà di essere anticonformisti ("dal momento in cui in tanti decidono di essere anticonformisti nello stesso modo, in fondo, si sono tutti conformati a qualcosa"). Per essere felici dovremmo anche saper rifiutare alcuni dei ruoli che la società ci affibbia, facendo sembrare tutto facile. Ma trovare una propria strada non è sempre facile! L'importante, permettetemi di osservare questa cosa fuori campo, sarebbe non cedere alla tentazione di dar retta al primo che capita solo per il gusto di dare contro a quello che ci aiuta a pensare.

E' il momento di Albi, che parte con un "non mi faccio troppi problemi" e "non cerco niente di preciso", per darci poi la prova pratica che si può pensare anche senza farsi troppi problemi! E, forse meglio di tanti di noi che sono consapevolmente alla ricerca, ci parla di "dover fare quello che è giusto", anche se non ne abbiamo sempre la voglia, anche se non ne abbiamo sempre la forza. Perchè quello che è "giusto" non si misura solo con la legge o con la religione, ma con quel qualcosa che abbiamo dentro che ci indirizza verso la cosa giusta... Qualcuno (anche qui aggiungo qualcosa come voce fuori campo) parlerebbe di senso morale...

Approfittiamo di Morro e di Albi per parlare anche un po' di musica. Della musica che rilassa e di quella che aiuta a pensare (e, a volte, anche ad incazzarsi!). Dei testi in inglese e del ritmo che incalza.

Alla Simo tocca una cosa strana. Aperta la Bibbia a caso salta fuori un "Dio è amore." (nota per Morro: la parola amore ricorre ben 184 volte nella Bibbia, ma l'espressione "Dio è amore" ricorre solo 2 volte nel Vangelo di Giovanni ...non era così probabile come sostenevi!) Sarà la suggestione della citazione, sarà il cuore in subbuglio (del resto chi non includerebbe anche l'Amore nella ricerca? la ricerca del completamento alla propria incompletezza...), ma viene quasi da identificare la felicità con la "serenità in ogni ambito". Se facessimo le cose giuste, cercando di non sbagliare e di non ferire gli altri, forse non saremo così distanti dalla felicità... Pensare (spesso al passato) e scrivere forse non aiutano ad essere più felici, ma certo ci aiutano a tenere un diario di bordo, e tenere nota della rotta può aiutarci nei momenti disorientati del viaggio.

La Visca muove da una concezione più strutturata della felicità. "Se mi do un obiettivo e lo raggiungo, sono felice." Poi però corregge il tiro. Come nel discorso di Freccia in Radiofreccia, abbiamo un "buco dentro", e rischiamo di galleggiare in una noia quasi costante. E così, forse, sarebbe meglio cercare cose semplici (come canta Elisa in Qualcosa che non c'è...), invece di dannarsi ricercando qualcosa di complicato. Sembra di capire, però, che la felicità sia più un appagamento nel viaggio che l'arrivo alla meta (quella forse è la beatitudine che si respira in Paradiso, e forse non è di questa terra).

Alla Virgi l'onore/onere della chiusura. L'inizio è velato di un po' di tristezza, tra la constatazione che i giorni sembrano tutti uguali, e l'immagine della mamma che chiede: “cosa avete fatto?” e che si sente rispondere un laconico: “niente”. La felicità è anche fare qualcosa di diverso, e ci sono situazioni e persone che sanno restituirci il sorriso... La piccola Virgi forse non si ricorda che anche lei è capace di riportare il sorriso negli altri, e che, forse senza neppure troppo sforzo, potrebbe ritrovare il suo!

Ci sono giornate che diventano speciali per un pizzico di trasgressione, giornate che diventano speciali per la compagnia, giornate che diventano speciali perchè stiamo facendo qualcosa che ci realizza ...è fondamentale non stare passivamente fermi nell'attesa di qualcosa che, anche troppo spesso, dipende più da noi che dal caso!

Mancherebbero un sacco di cose all'appello. Filosofi e cantanti fanno capolino dietro un sacco delle cose che abbiamo detto. Ed è strano pensare che anche un testo datato come il Vangelo, in fondo, raccoglie tanti spunti lanciati (l'incontro con una persona speciale, i fatti che rompono la monotonia della vita delle persone, la ricerca dell'amore, la difficoltà di essere anticonformisti, il dolore di fronte a tante cose che ci capitano, la speranza di poter vedere un domani che sia migliore dell'oggi).

Chiudiamo, stanchi ma stimolati, con il suggerimento “la felicità è tale solo se condivisa” ...perchè, e su questo mi sembra siamo stati tutti d'accordo, la felicità è uno dei principali (e più condivisi) obiettivi di ricerca!

Continuiamo a cercare, allora...

Ecoperplessità Riciclate

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ECOPERPLESSITA' RICICLATE

(proposta di una discussione in Consiglio in merito alle Politiche Ambientali)

 

Gent.mo Sindaco,

Gent.mo Assessore all'Ambiente,

Gent.mi colleghi Consiglieri,

 

Durante un intervento nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso (il punto alll'ordine del giorno verteva sulla concessione di spazi per l'installazione di pannelli solari nel parcheggio della stazione ferroviaria, se ricordate), avevo chiesto all'Assessore Lanzarini un aggiornamento in Consiglio relativo alle politche ambientali ed energetiche del nostro Comune.

 

Alla fine dell'anno, come tutti i nostri concittadini, mi sono visto recapitare a casa il numero di dicembre 2010 di Cose in Comune, che contiene alcuni aggiornamenti utili alla questione di cui sopra. Dopo questa lettura (e per colpa di altre considerazioni generali captate in altre sedi) i miei dubbi sono aumentati invece che calare...

 

Mi permetto di formulare alcune richieste specifiche, nella speranza che possano essere utili (al di là di ogni contingenza) per un proficuo confronto di respiro un po' più ampio:

 

1) il primo è un dubbio di metodo: cosa significa il riquadro che troviamo nel retro di copertina del giornalino? Lo riporto per chiarezza:

Riquadro Cose in Comune

Una domanda forse banale: cosa significano le cose che ci sono scritte? Perchè usare il simbolo del riciclaggio di fianco ad un'affermazione “carta sbiancata senza cloro”, cioè, se non erro, carta “nuova” (se pure “più ecologica”).

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Marzo 2011 09:08 Leggi tutto...

Avete pazienza per leggere "qualche riga"?

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Carissimi Ragazzi,

ieri sera (mercoledì 12 gennaio 2011, N.d.A.) è stata una serata difficile.

Io e Done avremmo voluto parlare un po' con voi del tema della Giornata della Pace 2010, che farà da filo conduttore alla nostra Veglia di fine mese.
“Libertà religiosa, via per la pace” ...palloso già dal titolo, avete subito pensato? Forse ...però parlando faticosamente tra noi, come al solito tra 1.000 interruzioni e 10.000 divagazioni, qualcosa è saltato fuori! In molti avete sentito degli eventi di queste ultime settimane in Egitto e in Tunisia. In tanti avete dimostrato grande erudizione (beh, forse un po' esagero, ma avete dato prova di saperne abbastanza...) in merito a temi complessi come le Crociate, i Catari e i Valdesi, l'ateismo (lacità?) di stato, le leggi coraniche, le origini multietniche e multiconfessionali degli Stati Uniti d'America ...eppure (o forse anche per questo) il tema continuava a sembrare palloso!

Perchè? Forse perchè quando sentite le polemiche sui simboli religiosi nelle scuole siete abituati a pensare che il problema non vi sfiori, visto che in tante delle vostre aule il crocifisso non c'è e non c'è mai stato. Forse perchè non vi siete mai chiesti se il vostro compagno di classe, la cui famiglia proviene da un paese lontano dell'Africa o dell'Asia, professi una religione diversa dalla vostra (del resto, quale religione professate voi? e anche anche lui non è che si ammazzi per conservare almeno la consapevolezza della tradizione dei suoi padri, che, come spesso anche voi pensate dei vostri, non meritano un tale sbattimento). Forse perchè siamo talmente abituati a parlare di rispetto come valore astratto, a fare un gran casino tra rispetto ed indifferenza, tra la nobile tolleranza e il relativismo grigiastro.

E tutto questo non è del tutto colpa vostra, né nostra, né dei vostri genitori, né della scuola, né della televisione.

Abbiamo imparato ad essere indifferenti alla politica. Sia ai politici che ci mandano a manifestare per i nostri diritti, senza darci sempre il tempo di approfondire quali siano i nostri diritti e in che relazione siano con i nostri doveri, e che pretendono di farci celebrare ogni giorno l'eroismo dei nostri nonni, usando temi e parole che forse erano già vecchi quando erano giovani i nostri genitori, come se nel frattempo non fosse successo nulla. Sia ai politici che, dall'altra parte, ci dicono che dobbiamo essere felici perchè abbiamo la televisione ed internet, che viviamo nel migliore e più progredito dei mondi possibili, che dobbiamo felicemente consumare fino alla morte se no tutto si arresta, che essere furbi è meglio di essere coglioni.
E facendo così, in più di un caso, ciascuno dei due gruppi vuole che ci interessiamo alla politica quel tanto che basta per garantire ai soliti superpagati di continuare ad essere superpagati, ma anche che non ce ne interessiamo fino al punto da mettere in discussione soluzioni ed avere troppe pretese.

Quello che sappiamo della vita (anche della nostra e del nostro corpo) spesso lo abbiamo appreso dalla vulgata di Bob Marley e di MTV (che, se ha avuto l'indubbio merito di sposare la musica con la televisione, ha la grande colpa di aver preteso che esista un solo tipo di musica, che si misura con i numeri e con il business): “Scopa fin dai tuoi 12 anni. Bevi e fuma fino a cadere per terra. Prova sul tuo corpo tutto quello che vuoi, sempre e senza chiederti troppo spesso se questo avrà conseguenze sul tuo corpo e sul tuo spirito. Divertiti perdendo la coscienza della realtà, perchè il mondo è grigio e una vita al di qua del limite non è degna di essere vissuta. Fregatene della politica: sono tutti ladri. Fregatene delle chiese e dei leader religiosi: raccontano solo stronzate. Fidati solo di te stesso: il tuo amico domani potrebbe rubarti la ragazza. Siamo tutti uguali perchè ascoltiamo la stessa musica, guardiamo gli stessi film, abbiamo ai piedi le stesse Nike ...e non ci dispiacerebbe fare ore di fila per l'inizio dei saldi davanti al negozio di Abercrombie & Fitch a Milano (anche la più convinta rivoluzionaria sembra sentirsi più a suo agio se la sua femminilità è valorizzata da un accessorio Guess!)”
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, d'accordo... Ma siamo sicuri che il mondo in cui viviamo sia così diverso da quello che ho appena vomitato nel virgolettato qui sopra (tutto di mia invenzione, forse, tutto sopra le righe, tutto politicamente scorretto)?

Io credo che non sia fuori luogo investire qualche minuto su quello che Giovanni Paolo II (che so che vi sta più “simpatico” del nostro attuale Pontefice) diceva nel 1986 durante l'incontro con le rappresentanze delle religioni mondiali unite per pregare per la pace:

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Aprile 2011 07:44 Leggi tutto...

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