I Sogni di Peter

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Lettera Aperta all'Assessore Adriano Dallea

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Gent.mo Adriano,

perdonami se mi risparmio il “Lei” istituzionale, ma, se me lo permetti, cercherei di alleggerire un po' una lettera che già nella mia testa si preannuncia molto articolata. E, tra l'altro, credo sia giustificato dai tanti anni passati da quando ci siamo incontrati la prima volta, e da qualche avventura che in passato abbiamo condiviso.

Qualche giorno fa (il 20 giugno, per essere precisi), mi è capitato di leggere sul blog del giornalista sassese Francesco Fabbriani, ormai divenuto uno dei principali organi di informazione del nostro territorio, una presentazione degli spettacoli dell’imminente ricchissima stagione estiva. E, in calce ad essa, di leggere una tua intervista riguardo alle Politiche Culturali dell'Amministrazione e alla prossima programmazione autunnale.

Qualcosa non mi ha convinto, nella lettura. E ho scelto di scriverti una lettera aperta, che invio prima di tutto a te, ma che mi piacerebbe potesse essere utilizzata anche dagli altri soggetti che si occupano di Cultura sul nostro territorio, per riflettere un po’ insieme. Per analizzare un po’ meglio cosa funzioni e cosa no.

Perché, e su questo credo tu non la pensi in modo troppo differente da me, sono convinto che in questi anni difficili (crisi economica, crisi dei valori, crisi della politica, crisi di partecipazione estesa a vari contesti, ecc...) sia proprio dalla Cultura che dobbiamo ripartire. Dalla Cultura come mezzo per creare confronto e per fare comunità, dalla Cultura come strumento di educazione e formazione, dalla Cultura, perché no, come rifugio e sollievo dei nostri animi prostrati da una quotidianità spesso priva di profondità e di soddisfazioni.

La prima impressione nella lettura dell’intervista, e su questo credo che tu ormai abbia sviluppato una certa abilità di cui ti rendo pienamente merito, è stata: “Sono proprio fortunato ad abitare a Sasso!”. In effetti, questo lo può confermare chiunque mi conosca, credo che sia davvero una fortuna abitare a Sasso, e non lo dico per piaggeria. Un paese che, nonostante alcune scelte urbanistiche e di gestione che continuo a considerare poco azzeccate, e soprattutto nonostante un’eccessiva ingerenza della politica nelle questioni di buon senso, merita davvero di posizionarsi ad un ottimo livello di vivibilità.

E questo, sia ben chiaro, per merito di amministrazioni locali che hanno dimostrato meno miopia di tanti “vicini di casa”, ma anche e soprattutto per merito di una cittadinanza da sempre attiva e di una cultura della partecipazione che, con alti e bassi, sa dare ancora i suoi frutti.

Però, perdonami la franchezza, la lettura dell'intervista mi ha anche suscitato reazioni meno “positive”! Cercherò, sperando di non essere di troppo disturbo, di segnalartene qualcuna, come spunto di riflessione.

Non vorrei tediarti a lungo sulla mia idea di quello che dovrebbe fare un Assessore alla Cultura. Che dovrebbe, anno dopo anno, definire priorità ed obiettivi, e non essere il principale agente organizzatore/promotore di manifestazioni. Lascerei il tema ad altra sede.

Ammetto, per onestà, che il lavoro fatto per rilanciare la frequentazione del cinema-teatro ha prodotto anche buoni frutti. Il conto economico non è, però, sempre così esaltante, se ci guardiamo bene.

Lo sappiamo entrambi: portare a Sasso uno spettacolo, mettiamo, da 10.000,00 euro (e capita di ospitarne anche dei più costosi), quando il biglietto costa, sempre per ipotesi, 5,00 euro (e gli abbonamenti “promozionali” hanno generato in passato incassi reali anche più bassi), crea conseguenze assolutamente diseducative per il pubblico. Che si convince o che con i suoi 5,00 euro x 280 posti (incasso 1.400,00 euro lordi, poco più di un 10% del costo) venga realmente ripagato lo spettacolo per quello che vale, o che l’Assessore di Sasso sia davvero un fenomeno impareggiabile.

E’ chiaro che nessun imprenditore potrebbe permettersi virtuosismi di questo tipo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Dicembre 2012 16:14 Leggi tutto...

Senza Orario, Senza Bandiera - da Dylan a De Andrè: il rock contro la guerra

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All'inizio c'era un album. Era il 1968, quasi il 1969. In Italia (in Europa, e, mese dopo mese, nel mondo intero) si stava muovendo qualcosa, con alcuni effetti positivi e svariate conseguenze più complicate di quello che sembrava. Un album mitico, anche se forse non è passato nella storia popolare della musica.

Io non c'ero. E non l'ho neppure scoperto prestissimo...

Per me i New Trolls erano Quella Carezza della Sera. E basta.

Sono risalito al loro '68 partendo da De Andrè. Che produce l'album e collabora ad alcuni testi. Anche rielaborando testi del poeta anarchico Riccardo Mannerini; Irish per gli amici.

L'album è breve (dura una mezzoretta tra tutto). Ma davvero molto intenso! E tra un brano e l'altro spuntano magnifici raccordi musicali che lo rendono, forse, il primo concept album italiano.

Da un po' di anni ci ronzava in testa, a me e a Danilo (che, come sempre, è la vera anima dell'Associazione Le Nuvole), di renderlo uno spettacolo.

L'album sembrava nato per andare in scena, e ci sembrava strano che non ci fossero stati tentativi celebri in questa direzione.

Abbiamo iniziato a raccogliere le nostre idee, ma abbiamo capito subito che ci serviva un regista. E chi meglio di Luca (Signorelli), che aveva già dato una grande prova di poter coordinare progetti ambiziosi con il tributo a The Wall della Compagnia del Mosaico, poteva fare al caso nostro? Rock progressivo nel DNA, grande spirito di ricerca, e con una rosa di musicisti e di artisti estremamente capaci e ben disposti alle sfide.

Già nella prima riunione buona parte del progetto era imbastito. L'album sarebbe stato recuperato in modo quasi filologico (compresi i raccordi tra un brano e l'altro), e sarebbe stato completato con altri brani, recitati o cantati, connotati dau uno spirito profondamente pacifista.

Perchè, se è vero che la nostra generazione non ha conosciuto la guerra da vicino, e che il Vietnam di Ti ricordi Joe? era finito prima della nascita di tutti gli artisti coinvolti (Vittorio a parte, ovviamente!), il rischio che ignoranza e intolleranza portino a conflitti più o meno grandi e più o meno violenti è sempre d'attualità. Purtroppo.

Ellissi narrativa sul lavoro di preparazione, sulla indovinatissima scelta degli elementi, sulle operazioni di imbastitura e rifinitura della messa in scena, e anche sulle dure prove.

Giungiamo quindi alla serata del 31 maggio 2012, all'XI edizione della rassegna Volta la Carta.

Le luci si spengono, dal fondo della sala spunta Barbara Baldini, con un vestito rosso che ricorda quello del clown sulla copertina del disco, che introduce la serata con parole di De Andrè miste a suggestioni di Mannerini e De Scalzi. Poi parte la musica ed esce il vero Vittorio De Scalzi, più sorridente ed in forma che mai, con la chitarra al collo, che canta Ho veduto...

Il palco è diviso in due settori, separati da uno schermo destinato a divenire ora schermo di proiezione per il filmati, ora sede per le suggestive ombre cinesi.

I brani dell'album scorrono uno dopo l'altro, con esecuzione impeccabile.

Luca Signorelli e Gianluca Magnani cercano di rileggere le originarie dinamiche De Scalzi – Di Palo. Il duo Signorelli (basso elettrico) – Osci (batteria) sostiene ritmicamente le esecuzioni con grande potenza e precisione. Sul lato destro del palco, Elisabetta Lelli (violino), Chiara Carati (flauto traverso), Miloro Vagnini (tromba) e Lorenzo Russo (tastiera e fisa) sembrano un'orchestra sinfonica all'opera.

E gli inserti danzati di Barbara Cappi portano le parole nello spazio, tra ironia e passione.

Sulle note di Andrò ancora si chiude la prima parte, dedicata all'album, e si passa, senza soluzione di continuità, in una seconda parte in cui Sidun e i papaveri rossi di De Andrè convivono con i King Crimson, i Sei minuti all'alba del disertore di Jannacci fanno da contraltare al monologo del reduce deluso di Bruce Sprengsteen, i Signori della Guerra di Dylan giocano con il Nixon di Gaber ...e non solo!

Un doveroso grazie, oltre agli artisti sul palco, va a Lupo Lorenzo Calzoni, che si è occupato della gestione dei video, a Sergio Marchioni, fotografo ufficiale della serata, e all'ottimo lavoro di Valerio Vecchietti (Sonos) e di Eva Bruno, tecnici rispettivamente audio e luci della serata.

Un'altra nota positiva? Nel corso della serata, tra contributo trattenuto dalla vendita dei biglietti e offerte volontarie del pubblico, sono stati raccolti ben 320,00 euro che sono stati fatti confluire nella raccolta fondi promossa dal Comune di Sasso Marconi a favore dei Comuni danneggiati dalle recenti scosse di terremoto.

 

Andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore

Andrò ancora per le strade del mondo potete contarci...


Locandina

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Luglio 2012 16:36

DA QUA A QUA ...non pensate di stare fermi, però!

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INTRO - (Done)

Per la serata abbiamo pensato ad un'incontro in 3 tappe.
Carla, Andrea e Chiara vi guideranno in un viaggio che porta dagli abissi della sofferenza, verso la luce.

E, alla fine, vedremo di capire che senso specifico abbia per noi, in questo momento, affrontare un tema così complesso.

Cercheremo di darvi qualche spunto, e non c'è nessuna pretesa di esaurire la cosa qui.
Speriamo che quello che vedremo e ci racconteremo stasera qui dentro, sia utile a ciascuno di noi per una riflessione personale.

Per introdurre l'incontro, ho pensato di leggervi un brano tratto da un libro di Fabio Volo (E' una vita che ti aspetto, Mondadori).

Questo il riassunto di massima:
Il protagonista del libro (Checco) avverte un'ansia legata alla paura di morire fino a che decide di andare a fare degli esami e ad una visita da un medico (Giovanni). Questo medico, suo amico, nella diagnosi gli rivela che è sano come un pesce e che la vera paura che ha riscontrato in lui è "paura di vivere". Ed il Vivere con la V riguarda principalmente l'amore verso noi stessi, verso gli altri, verso ciò che facciamo. Da qui la decisione di imbarcarsi in un percorso che lo porti dalla sua morte metaforica alla vera Vita.

Ho preparato un piccolo cartellone.
Il titolo è: "Dal-- QUA------ al-- ---QUA", ma non pensate nè che si tratti di un momento statico, nè di un percorso ciclico.

Ci sposteremo tanto, di tappa in tappa. E, arrivati alla reale comprensione dell'ultima tappa, nulla sarà più come prima.
Ma, come già detto, potrebbe non essere un percorso che si esaurisce stasera.

Alla fine di ogni tappa, cercheremo di riassumere in poche parole chiave il suo senso profondo, giusto come promemoria.


I TAPPA - La sofferenza (Carla)

La visione di un estratto dal film Il Gladiatore apre questa prima tappa.
[http://www.youtube.com/watch?v=Wj1kX4rnMPM, non è la sequenza che abbiamo proiettato dal DVD, che va dall'arresto di Massimo al massacro della sua famiglia, ma può forse ricostruire un po' il clima]

E' una scena che lascia senza parole, il dolore immenso di vedere uccisa la propria famiglia, un dolore così forte da farci sparire. Siamo niente. Non ci siamo più. Siamo morti.
Quante volte nel nostro quotidiano ci troviamo davanti piccoli grandi drammi e quante volte non li affrontiamo nemmeno, presi dal tempo che scorre inesorabile, con il suo ritmo battente, sempre troppo veloce per consentirci di stargli accanto come vorremmo. E così corriamo, inseguiamo, ci agitiamo continuamente, angoscia, stress.

Aspettate: fermatevi un attimo!
Non si tratta di grandi sforzi, ma semplicemente di 5 minuti per noi, per pensare.

Riconoscendo quel piccolo o grande momento di morte farai il primo passo per poterlo affrontare e superare.

Alcune frasi, tratte da Il vuoto di Franco Battiato, hanno aiutato un piccolo momento di deserto...

"Tempo non c'è tempo sempre più in affanno inseguo il nostro tempo"
"vuoto di senso senso di vuoto"
"E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto"
"tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei"
"money money..."
"Danni fisici psicologici collera e paura stress"
"sindrome da traffico ansia stati emotivi"
"primordiali malesseri pericoli imminenti"
"e ignoti disturbi sul sesso"

La parola chiave che forse descrive in modo più immediato questa primo momento del viaggio è "morte".

Ed è ora che una piccola luce si accende, con il brano qui riportato.

"In una giornata di nebbia anche a mezzogiorno il sole fatica a farsi vedere, ma a nessuno di noi verrebbe mai in mente che il sole si fatica a vedere perchè potrebbe essere spento o indebolito. Il sole è sole, potente e bello come sempre, ma la nebbia fa la sua parte nell'oscurare. In una giornata di nebbia non c'è bisogno di riaccendere il sole, bisogna attendere che la nebbia si diradi e si sciolga. Solo Dio, quando ci guarda, riesce a vedere il nostro essere completamente assolato della sua stessa luce al di là e oltre la nebbia. Solo Dio vede oltre, vede dentro, vede tutto. Gesù non è venuto a cambiare la natura dell'uomo, non è venuto a denigrarlo, nei suoi limiti, a giudicarlo e a condannarlo per la sua oscurità, è venuto invece a diradare la nebbia."
(Tratto da Felice Via, Riflessioni sul Vangelo di Paolo Spoladore)


II TAPPA - Sollevarci in volo (Andrea)

Video da La Vita è Bella: ingresso nel campo e Benigni che "traduce" le regole del campo
[qui un estratto sul Tubo: http://www.youtube.com/watch?v=Jg_TifN3-Dk]

Nella seconda tappa del nostro viaggio ricominciamo lentamente a risalire.
E pensando alla risalita mi sono venute in mente diverse cose, ma principalmente mi p venuto da pensare al desiderio che l'uomo da sempre ha di sollevarsi in volo, di staccarsi da terra. Come Icaro con le sue delicate ali di cera. Come provava a fare Leonardo con le sue curiose macchine di legno, stoffa e funi.
Staccarsi dalla sicura ma pesante terra, per librarsi in volo con leggerezza.
Pesanti certezze e libertà di sognare. Coraggio di staccarsi dall'abitudine per avventurarsi verso quello che ci sta davanti.

Mentre parlo, alle mie spalle scorrono immagini tratte da spettacoli di acrobazie aeree, principalmente al trapezio e ai tessuti, come:
- http://www.youtube.com/watch?v=6_m9ZnO3dus
- http://www.youtube.com/watch?v=o3dDAt9Hjoo
- http://www.youtube.com/watch?v=-x93RUZlauo
- http://www.youtube.com/watch?v=m6dSa00Rolc

Ne La notte dei desideri, Jovanotti dice: "Cosa pensa il trapezista mentre vola / Non ci pensa mica a come va a finire".
E forse questo atteggiamento ha qualcosa a che vedere con il nostro quando ci cadono addosso situazioni da cui ci sembra impossibile risalire.

E ci sono due aspetti che mi sta particolarmente a cuore mettere a fuoco:
1) Il trapezio è anche tecnica, oltre che coraggio. Come osservato da qualcuno durante l'incontro, il coraggio di buttarsi nel vuoto senza sapere cosa si sta facendo non è poi di grande aiuto, e serve solo a farci spiaccicare al suolo. Il trapezio è fatto di prove, di esercizi, di concentrazione: vivere la vita con consapevolezza e lavorare un po' su noi stessi, sui nostri difetti, e sui problemi che circondando le nostre giornate, può esserci forse di qualche aiuto. Se sappiamo bene di non essere totalmente "padroni del nostro destino", come forse ci piacerebbe tanto, non siamo neppure totalmente "in balia delle onde".
"Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre." (Tommaso Moro)
2) Il trapezio è anche fiducia: fiducia nelle nostre capacità, ma anche in quella delle mani che si protendono per prenderci al volo. Non siamo soli davanti ai problemi della vita. Se è vero che si nasce soli e si muore soli, la vita è un lungo viaggio da fare anche in compagnia. Coltivare rapporti non superficiali, imparare a fidarci di altre persone, che pensiamo se lo meritino (inoltre fidarsi di una persona non equivale ad abbandonarsi totalmente al suo volere!), sono cose che possono esserci d'aiuto nei momenti difficili. E anche i momenti felici sono più belli se vissuti con la giusta compagnia.

Fiducia, in se stessi e negli altri ...ma non è ancora giunto il momento della Fede ...quella la troveremo nella prossima tappa dell'incontro.


Mentre questa la chiudiamo con l'individuazione di alcune parole chiave: "speranza", "rischio", "coraggio di fidarsi"
e con un'improbabile scenetta sulla prua del Titanic, in cui alla celeberrima domanda "Ti fidi di me?", viene data risposta negativa, con conseguenze ancora più infauste di quelle che la storia ricorda...

III TAPPA - Voglia di ricostruire (Chiara)

Video da The Blues Brothers, dall'incontro con la pinguina [http://www.youtube.com/watch?v=YmRitHAjQxw] alla messa di James Brown [http://www.youtube.com/watch?v=MVNMLOnT-Lg], durante la quale Jake vede la luce e gli viene l'idea di riunire la band per un grande concerto di beneficienza per salvare l'orfanotrofio.

Sono appena tornata da New York, e non riesco a parlare di resurrezione senza che la mia mente corra all'attentato che l'11 settembre 2001 ha abbattuto le due Torri Gemelle del World Trade Center.

Il 20 aprile 2008 Ground Zero è stato teatro della prima visita di Papa Benedetto XVI negli Stati Uniti, che dinanzi alle autorità e a numerosi familiari delle vittime degli attentati, ha pregato ed ha acceso un lume di candela al centro della piazza in memoria delle vittime.
L'11 settembre 2011 in occasione del 10º anniversario degli attentati dell'11 settembre è stato inaugurato il National September 11 Memorial & Museum con una cerimonia in cui erano presenti oltre ai familiari delle vittime l'attuale sindaco Michael Bloomberg, Rudolph Giuliani sindaco della città di New York all'epoca degli attentati, Barack Obama attuale presidente e George W. Bush presidente all'epoca degli attentati.
Vi sorgerà il grattacielo One World Trade Center, precedentemente conosciuto come "Freedom Tower".
Sul luogo dove sorgevano le fondamenta delle Torri Gemelle, si sta costruendo un parco in memoria delle vittime (National September 11 Memorial),  è stato costruito anche un museo con gli oggetti recuperati da Ground Zero dopo l'attentato (National September 11 Museum) e, infine, dove una volta sorgeva la stazione che portava i pendolari newyorkesi al World Trade Center, sorgerà una nuova e futuristica stazione della metropolitana.

Si lavora giorno e notte per ricostruire, ancora più bello di prima, qualcosa che è stato distrutto producendo tanta rabbia e tanto dolore.

Così come la fenice, che rinasce dalle sue ceneri.

"eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già
il freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria." (Vasco)

Queste le immagini più importanti che hanno accompagnato il nostro viaggio:

- lo skyline di New York, come lo vediamo in tante immagini del secolo scorso (prima):
NY Skyline

- il terribile attentato dell'11 settembre 2001 (dopo):
NY attentato

- la capacità di non darsi per vinti, riassunta nell'immagine del signore che tutti i giorni lucida la targa che ricorda l'attentato, per conservare il ricordo di quello che è successo e per spronare la ricostruzione:

Targa WTC

- la resurrezione/ricostruzione della Torre:

NY Resurrezione

Questa terza tappa la sintetizzeremo proprio con la parola "Resurrezione" (che alcuni di voi hanno preferito mascherare nella criptica espressione "Franz").


CONCLUSIONE - La Croce e la luce (Done)


Il viaggio è terminato, almeno per quello che potevamo permetterci in un paio d'ore insieme.

Siamo ancora nel Tempo Pasquale, che dura fino alla Pentecoste.
E il percorso di ha portato, attraverso la QUAresima, fino alla PasQUA.
Dal dolore alla Resurrezione.

Speriamo che la riflessione vi sia servita, che vi serva nella vostra quotidianità.

Il dolore esiste. E non sempre ci sono antidoti.
Ci sono esperienze che ci fanno male, e nessuno è totalmente immune dalla sofferenza.
Ma non siamo in balia degli eventi.
Riflettere, imparare a restare soli con noi stessi, e a cogliere il meglio del nostro stare con gli altri, imparare a pregare davvero, sono cose che possono esserci d'aiuto anche nelle esperienze di tutti i giorni. Sia in quelle positive che in quelle negative.

Mi sembra interessante farvi vedere un'ultima clip, prima di salutarci, che ci porta verso i cancelli del cielo, con la nostra croce sullle spalle.
http://www.youtube.com/watch?v=ynrSBD8t_dc

Forse non saremo mai capaci di dire davvero cose di questo tipo:
Dio non ti darà mai più di quello che puoi caricare.
Quindi, caricati la tua Croce e rallegrati per il premio.
Impariamo a caricare la nostra Croce senza protestare e chiediamo al Signore solo forza per continuare e uscirne trionfanti.
Qualsiasi sia la tua Croce, qualsiasi sia il tuo dolore,
ci sarà sempre uno splendore, dopo la pioggia...
Forse potrai inciampare, forse perfino cadere...
Però Dio è sempre pronto a rispondere alla tua chiamata.
Dio ti invierà sempre luce dopo la pioggia.

Ma non escludiamolo a priori!

Ci salutiamo con un Padre Nostro, e speriamo di tornare a casa un po' più ricchi di quando siamo arrivati qui.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Giugno 2012 14:08

18 x 2: la mia seconda maggior età...

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Non era bastata neppure la prima.

 

Quando compi 18 anni, non hai le idee troppo chiare su quello che ti sta capitando. Sai che prenderai la patente, che rischi di andare in galera se fai l'asino sul serio, che le Superiori stanno per finire... Poi passa qualche mese, e ti accorgi che la vita non è poi cambiata di tanto.

Dopo le Superiori, l’Università. Dopo l’Università, la ricerca di un lavoro e, per i più fortunati, l’inizio di una vita professionale, più o meno appagante. Per molti la ricerca non è mai davvero finita.

 

Ma la vita, gli amici, gli amori, la musica, i film, i libri, i viaggi ...tutto quello che conta davvero, tutto cresce con te. Con alti e bassi, come il tuo umore. Con momenti bui e improvvisi sprazzi di luce che caricano le batterie ...e a questo punto della storia, ti svegli all’improvviso che di anni ne sono passati altri 18!

Le cose fatte si sono moltiplicate. E’ passata Effettica, sono nate e cresciute le Nuvole, la nuova “casa” si sta spostando sempre più verso San Lorenzo, dal teatro sei passato in assicurazione (sigh!), sempre alla ricerca di qualcosa di diverso ...sei anche finito in Consiglio Comunale!

 

E la sera del 24 è stata l'occasione per una bellissima festa, ma anche per fare un po' il punto sulle cose successe in questi 18 anni.

 

Per festeggiare con tanti compagni di viaggio. Questo era il primo scopo.

 

Perchè gli amici sono molto di più di quello che FaceBook vorrebbe farci credere, se non ci facciamo distrarre...

 

All’interno dell’Orecchio di San Lorenzo, sabato sera, c’erano alcuni che, quando festeggiai i miei 18 anni, stavano già camminando con me. E gli elementi della nostra vita erano il secondo 92 delle 7 e un quarto, il Teatrino, la Festa della Famiglia, Vola la Notizia, Cecina e poi Bibbona, i martedì mattina al mercato e i martedì pomeriggi a vedere un horror a casa mia, le serate in giro per Sasso, con tanta cedrata e tanta birra. E’ stato bello poter ricordare un po’ i tempi in cui, invece che a San Lorenzo, ci trovavamo nel Teatrino di Sasso, riscorrendo un po’ i cartelloni e le foto dell’epoca

...ed è stato estremamente curioso vedere come, vero per tanti se non per tutti, nonostante le numerose variazioni al contorno (il luogo, la vita lavorativa, la vita amorosa, ecc.), non siamo poi tanto diversi da quando ci trovavamo a festeggiare i nostri primi 18 anni! L’età non aiuta a migliorare, ma nella maggior parte dei casi non siamo neppure troppo peggiorati.

 

Altri, tra i presenti, si sono uniti al mio cammino con il passare del tempo, per vari motivi, ma sempre con il piacere di camminare un po’ insieme. E spero di riuscire a far capire loro che stare insieme mi fa piacere, così come loro riescono a farmelo capire quasi sempre.

 

Altri ancora, 18 anni fa non erano  neppure nati, o erano nati da poco. Le loro vite hanno incrociato la mia solo in questi ultimi anni, ci siamo piaciuti, e abbiamo deciso di fare qualche passo insieme ...e da qualche anno sono una parte importantissima della mia vita.

 

Vedere tutti lì riuniti, e vedere che la serata è funzionata, è stata una grandissima emozione.

 

Vorrei ringraziare tutti quanti. Non solo per i regali, ma anche e soprattutto per la presenza e, cosa ancora più importante, per la partecipazione attiva!!!

Vorrei ringraziare quelli che mi hanno aiutato prima, quelli che mi hanno aiutato durante

...e quelli che mi hanno assistito dopo!

 

Sono grato a ciascuno di voi, e preferisco non fare nomi soltanto per la paura di dimenticarmi qualcuno sotto i tasti del PC.

Musica, sorrisi, brindisi, pizzette del mio papà e dolci della mia dolce metà.

Cosa volere di più?

Credo sia stata la mia festa di compleanno meglio riuscita.

Almeno per il momento!

Grazie, ancora.

andrea.prof

 

Foto di Gruppo Compleanno 2012

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Luglio 2012 16:36

Storia recente di un impianto ...”sfortunato”?!?

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Nel pensare al mio intervento per l'incontro: Ca de' Testi: passato, presente e futuro di un impianto sportivo “all'avanguardia” (domenica 22 gennaio 2012, Sala Atelier), sono due le cose che spero: spero di farlo davanti ad un pubblico di sportivi più che di politici, spero che le persone presenti capiscano che la funzione dell'opposizione è quella di controllare che le cose vengano fatte bene e di cercare di intervenire quando si vedessero delle carenze nell'operato di chi amministra.

E stavolta le carenze ci sono state. Non credo sia solo un'opinione.

Innanzitutto una carenza di comunicazione: quando dall'opposizione arrivano domande legittime, chi governa deve fornire delle risposte. Questo è nei patti. Non abbiamo condotto attacchi personali: chiedere le dimissioni di un Assessore significa avere enormi dubbi sul suo operato, non necessariamente sulla sua persona! Chiedere una Commissione di Indagine significa essere preoccupati per la deriva che hanno preso gli eventi, non significa essere intrinsecamente “brutti e cattivi”!

Cercheremo quindi di ripercorrere un po' le tappe che hanno portato agli ultimi eventi, nella speranza che quelli che sono presenti in sala possano correggere, e al limite anche smentire l'idea che ci siamo fatti del modo in cui il problema è stato portato avanti.

Una precisazione su tutte: l'opposizione è contenta quando i problemi vengono risolti. E, se all'inizio della settimana scorsa la rottura del telone è stata sistemata, siamo felici. Anzi, speriamo che la nostra azione sia stata di stimolo all'efficienza dell'azione di chi ci amministra.

Iniziamo ora il nostro percorso:

  • Il 2000 è un anno chiave: si approva il progetto esecutivo per la costruzione dell'impianto, l'A.C. Calcio si trasforma in A.C.Sasso Marconi SRL per facilitare l'operazione, e si stende la convenzione trentennale che fino al 4 gennaio 2012 ha disciplinato la gestione dell'impianto. Per la realizzazione degli impianti, come da convenzione, il Comune permette al Concessionario di accedere ad un cospicuo mutuo erogato dall'Istituto per il Credito Sportivo (€ 568.100,00).
  • 2010: la ragione sociale non cambia, ma nella Società entra un nuovo Amministratore Unico. I disagi dei primi 10 anni di gestione erano già avvertibili, ma si è fatto finta di nulla: perchè? Cosa si credeva che sarebbe mutato spontaneamente, in una difficile congiuntura economica che già faceva sentire i suoi morsi? Il 21 dicembre 2009 la nuova Giunta aveva avviato un'indagine di mercato volta alla raccolta di progetti su Ca de' Testi. Sia la prima indagine, che la proroga prevista per l'1 marzo 2010 erano andate deserte: questo non era già di per sé un chiaro segno di difficoltà?
  • Il 25 gennaio 2011 Marco Veronesi, consigliere di Sasso Libera, chiede notizie relativamente a questo fatto, oltre che informazioni riguardo ad alcune voci che circolano sulla difficoltà dell'impianto. La risposta è quella che ha finito per diventare un fastidioso ritornello: “nulla di strano”, il bando ha avuto diffusione “adeguata”.
  • Il 23 maggio 2011 si svolge un Consiglio Comunale straordinario sullo sport, richiesto dai Consiglieri di opposizione il 27 di aprile. Vengono poste domande estremamente concrete, vengono date risposte estremamente vaghe (si veda il verbale sul sito del Comune). La risposta ricorrente è che va tutto bene, e che, anche dove vi possano essere dei problemi, l'Amministrazione sta già provvedendo alla loro soluzione. Ci faranno sapere...
  • 8 giugno 2011: diffida al Gestore a seguito del sollecito da parte del Credito Sportivo. Mancano € 68.836,48 di rate all'appello! Forse la nostra convinzione che ci fossero problemi seri non era completamente campata per aria! Possibile che la situazione fosse totalmente ignorata dagli Amministratori. Viene data una settimana per regolare la cosa, pena la revoca della convenzione. Vengono poi contestate le carenze di riscaldamento, la lacerazione del telone (la prima) e la costruzione di una struttura abusiva con lavelli e fuochi.
  • Il Credito sportivo dichiara decaduto il beneficio del Concessionario in data 14 giugno 2011, chiedendo al Comune il rientro, in qualità di fidejussore, dell'intera cifra di € 387.468,72
  • Il 26 luglio 2011 arriva una seconda richiesta al Comune da parte di UniCredit, che chiede al Comune di rientrare dell'importo di una seconda fidejussione deliberata dalla Giunta nel 2008 per realizzare il manto sintetico del campo all'aperto (€ 78.827,68).
  • Il 23 novembre 2011, dopo la ripresa dei lavori in Consiglio,  arriviamo alla discussione della nostra famosa Mozione, in cui chiediamo di istituire una Commissione di Inchiesta, e in cui chiediamo le dimissioni dell'Assessore. Non perchè tutto dipenda da lui: sappiamo bene che le ragioni delle difficoltà hanno radici ben più remote del suo arrivo. Ma in questo momento è lui ad avere la delega sullo sport. Ed è lui ad aver dimostrato di non voler rispettare il suo dovere di tenere informato il Consiglio sugli sviluppi del caso. Non solo la richiesta di dimissioni viene respinta (cosa prevedibile, soprattutto di questi tempi), ma anche la richiesta di formare la Commissione non è accolta. Eppure ci sembra che anche qualche altro Consigliere abbia qualche dubbio su come stanno andando le cose...
  • Nel frattempo il telone strappato viene riparato dal Concessionario, che paga solo un acconto sul lavoro, e che chiede un incontro esplicativo con il Comune, di cui abbiamo notizie dirette dal Presidente dell'SRL, durante un sopralluogo che effettuiamo sugli impianti la mattina dell'11 dicembre 2011. A questo punto posso fare un breve resoconto di quanto appreso dal soprallugo sul tema “sport su sport non paga”: bisogna affiancare agli impianti realtà più remunerative, come strutture di ristorazione o strutture che rendano l'area adatta ad ospitare manifestazioni di vario tipo. Verifichiamo anche un altra serie di condizioni che sono decisamente peggiori di qualunque nostra congettura. Nel corso dell'incontro con il Gestore, emerge una situazione debitoria più grave del previsto (Hera, UniCredit Corp, Biffi). Veniamo a sapere dal gestore che ha richiesto la rescissione consensuale della Convenzione. Verremo poi a conoscenza del fatto che, però, non viene rinnovata la copertura assicurativa, né viene pagata l'omologazione del campo di calcetto.
  • Il 12 dicembre 2011, a firma congiunta di tutti i Consiglieri di opposizione, viene depositata un'interrogazione per riassumere e chiarire alcuni termini della questione. Al momento sappiamo che durante il Consiglio del 23/01/2012 (domani) ci verrà data un'informativa sul tema degli impianti, ma temiamo che non verrà dato spazio al confronto e al dibattito, portando avanti una situazione basata sul silenzio e sulla scarsa comunicazione.
  • Il 16 dicembre 2011 si arriva ad un secondo strappo, ben più grave del primo, a seguito del quale (23 dicembre) viene notificato alla Concessionaria una diffida: 10 giorni di tempo per sistemare la cosa.
  • Il 3 gennaio 2012 il Concessionario richiede una proroga, dato il periodo festivo.
  • Il 4 gennaio, come si evince dal primo Verbale di Giunta del 2012, l'Amministrazione decide di dichiarare l'A.C. Sasso Marconi SRL decaduta dalla gestione dell'impianto, a seguito delle numerose osservazioni mosse al suo operato rimaste inascoltate negli ultimi mesi.
  • Il 5 gennaio, con l'Ordinanza n.1, il Gestore viene intimato a riconsegnare la struttura in data 10 gennaio alle ore 9.00, recuperando al massimo nei 5 giorni seguenti eventuali beni di sua proprietà posti nell'area.

E' notizia di attualità che all'inizio di questa settimana anche il secondo strappo al telone è stato riparato.

E di questo, lo ribadisco qui come ho già fatto altrove, siamo solo contenti. E speriamo che la nostra azione di controllo sia stata di stimolo alla risoluzione della questione.

Sull'aspetto gestionale, invece, temiamo che ci attenda un futuro intenso. Speriamo che l'ammissione degli errori commessi in passato aiuti la presente Amministrazione e quelle future a non cadere negli stessi inciampi.

 

Squarcio Telone 16 dicembre

 

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 17:23

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