I Sogni di Peter

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Resto di Sasso (articoli)

D'amore non si muore ...ma della sua mancanza!

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Il Club dei Vedovi Neri è tornato. Quale migliore occasione per riprendere i miei interventi sulle produzioni culturali del nostro territorio?

La formazione guidata dal milanese Francesco Casarini (ormai cittadino honoris causa di Sasso Marconi), che vede coinvolti il polistrumentista Claudio Brizi, il bassista Pietro Zanini e il batterista Renato Raineri, ha dato alle stampe, negli ultimi giorni del 2014, l'album D'amore non si muore. Dopo una lunga lavorazione, e qualche discreta anticipazioni su quanto mi sarebbe arrivato tra le mani, sono finalmente onorato dell'occasione di parlarvi delle mie impressioni.

Si tratta di un album da ascoltare in giacca, come annunciato già dalla foto di copertina e da quella in seconda, di gusto marcatamente jazz, ma con una maglietta blu con su scritto “New Jersey” (vissuta e magari con qualche piccolo strappo) indossata sotto la camicia. Non più murder ballads (del resto quello ce l'avevano già fatto pregustare con l'EP Numana), ma rock d'autore, tra De André e Ligabue.

Le atmosfere, sempre estremamente intime, che in più di un'occasione richiamano i temi noir a cui la band ci ha da sempre abituato, si fanno sempre più rarefatte e raffinate. L'introspezione, a tratti visionaria, prende qui il posto del puro gusto di raccontare storie. E scorrono così i brani, dall'intro quasi charleston di Disarmato, alla melodica e disillusa Porte chiuse, agli arabeschi da kasbah di Da adesso in poi, al dialogo interiore che possiamo trovare in Lontano da me, all'atmosfera blues di Dritto al cuore. Poi seguono Acque calme ed INRI, che rappresentano, secondo me, il vero cuore dell'album, nonché il punto poetico più alto raggiunto da questa produzione. E poi, ancora Non ci lasceremo mai, con il suo fischio felliniano di inizio, il disincanto noir di Distante e diverso, che precede degnamente le atmosfere vendicative dal sapore un po' western di Ti troverò. Poi un brusco risveglio con il rock di Lei è lì, ed il caldo e protettivo saluto finale affidato a Seconda pelle, la cui sensualità è resa ancor più efficace grazie all'inattesa apparizione di un morbido sax.

Tante le collaborazioni di cui possiamo godere nei vari brani: oltre al sax di Marco Cevenini, la tromba di Daniele Barbato, la batteria di Mirco Bindelli, il violoncello di Pino d'Amico, la chitarra di Antonio Stragapede, i pianoforti (coda e Fender Rhodes) di Stefano Tamiazzo e la fisa di Roberto Villani. Come è evidente, anche solo nello scorrere questa lista, siamo di fronte all'album autoprodotto di un quartetto, che però punta ad arrangiamenti quasi “orchestrali” e mai banali. Tante le voci, tante le linee melodiche che si danno la mano, giocano tra loro e si danno il cambio nei 50 minuti di durata di questo bellissimo album.

La curiosità, a questo punto, è tanta nell'attesa della sua presentazione ufficiale e del tour live: tanta complessità dovrà certamente mediare con le necessità pratiche di un'esibizione dal vivo, ma sono assolutamente certo che, da questa partenza, non potrà che saltar fuori qualcosa di buono e di veramente interessante.

E Francesco mi ha personalmente anticipato che il tiro rockettaro di alcuni groove potrebbe alzarsi qua e là, per sostenere dal vivo l'attenzione degli ascoltatori durante i brani più intimi. Aspettiamo, fiduciosi le prossime uscite!

Il sito ufficiale della band, per informazioni, contatti ed date del tour, è: http://www.vedovineri.it.

“Non ti basta / sapermi a galle in acque calme

se poi il mio cuore è di tempesta che si nutre.”

(articolo per il numero di Aprile 2015)

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Marzo 2015 11:29

Estate Ragazzi San Lorenzo

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Una comunità che cresce

Con la riuscitissima festa di sabato 22 giugno è finita anche l'edizione 2013 dell'Estate Ragazzi della Parrocchia di San Lorenzo di Sasso Marconi. Più che buona, come sempre, la partecipazione, sia dei bambini (quasi 90), sia degli animatori (una quarantina, tutti volontari).

Tutt'altro che un “parcheggio” estivo, l'esperienza di Estate Ragazzi, nata nel 1989 nel Centro per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Bologna, vuole essere un piacevole percorso formativo sia per i bambini che vi prendono parte come utenti, sia per i numerosi animatori (tutti adolescenti) che per due settimane si mettono in gioco e mettono le loro abilità e le loro energie a disposizione dei bambini. Il tema di quest'anno è stato la storia dell'esattore Zaccheo, che vede la sua vita cambiare dopo l'incontro con Gesù.

Dopo una intensa attività di organizzazione svolta dai bravissimi coordinatori (Elisa Nanni, Simona Melchiorri, Alberto Nicoletti e Lorenzo Tassi, tutti più o meno ventenni) durante i 3 mesi precedenti l'inizio, e dopo un lungo percorso di formazione dedicato agli animatori, l'esperienza è stata estremamente positiva per tutti i partecipanti.

Le giornate dei bambini e degli animatori sono così trascorse tra drammatizzazioni di testi evangelici, momenti di spiritualità, laboratori pratici (pittura di magliette, costruzione di un diario, pittura di sassi, ecc...), giochi e sport all'aria aperta, bans e balli di gruppo.

Non sono mancate le uscite. Mercoledì 12 la prima meta era stata il Parco Avventura Saltapicchio al Lago di Suviana, dove i più piccoli (e i più grandi) hanno passeggiare tra albero ed albero in perfetta sicurezza e in grandissima allegria. Mentre la settimana successiva i partecipanti si sono avventurati lungo il sentiero che dal centro di Sasso raggiunge la chiesa di Lagune, salendo lungo il Rio Gemese (per i sassessi d.o.c., il “Fosso del Diavolo”).

Un altro evento da segnalare è stata la giornata di Festa con le altre Estate Ragazzi del Vicariato (giovedì 20), che ha portato a Sasso Marconi le parrocchie “vicine di casa” (Borgonuovo, San Pietro di Sasso Marconi, Vado, Pian di Venola, Pieve del Pino). Quasi 500 persone tra bambini ed animatori hanno animato il grande prato alberato davanti alla chiesa di San Lorenzo dalla mattina fino al tardo pomeriggio. La giornata si è conclusa con l'assegnazione del Primo Trofeo E.R. del Vicariato di Sasso Marconi, conquistata dalla Parrocchia di Vado.

Durante le due settimane di attività, la ristorazione è stata affidata alle abilissime e premurose cure di un gruppo di donne della Parrocchia, coordinate dalle instancabili Nadia e Anna, mentre altri volenterosi parrocchiani si sono preoccupati di tanti altri aspetti pratici (taglio dell'erba, manutenzione delle strutture, pulizie).

E, così facendo, l'Estate Ragazzi di San Lorenzo conferma il suo non essere semplicemente un campo solare come ne esistono tanti altri, ma un momento di formazione, di festa e di aggregazione in cui tutta la Parrocchia ritrova un fortissimo senso di Comunità. Fatto estremamente positivo, soprattutto di questi tempi!

Estate Ragazzi Inizio dei Giochi

ER01: l'inizio dei giochi

Estate Ragazzi Le maglie delle squadre

ER02: le magliette delle squadre

Estate Ragazzi I coordinatori

ER03: i coordinatori Alberto, Lorenzo, Elisa e Simona (da sinistra)

Estate Ragazzi Don Pietro

ER04: don Pietro, parroco di San Lorenzo

(articolo scritto per il numero luglio/agosto de Il Resto di Sasso)

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Settembre 2013 19:16

La Casa degli Artisti

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Arte sostenibile nel rispetto della biodiversità

La Casa degli Artisti è prima di tutto un luogo fisico. Che si trova nella Gola del Furlo, vicino a Fossombrone (PU). E' una “residenza creativa”, un luogo in cui gli artisti possono soggiornare, creare approfittando della cornice naturale assolutamente magica, collaborare e far incontrare le loro esperienze. La residenza è stata ufficialmente riaperta in data 1 maggio 2013, dopo anni di lavori preparatori.

Ma è anche, da qualche anno, un'Associazione Culturale, attiva su due principali direzioni: una linea guida è data dalla Land Art, in cui il gigantismo geometrico delle metropoli è superato esteticamente dall'intervento creativo e rispettoso dell'uomo sull'ambiente naturale che già di per sé affascina e conquista, mentre l'altra è legata alla tutela della biodiversità. Il naturale incrocio tra queste due esperienze costituisce un laboratorio permanente di artisti alla ricerca di un'arte sostenibile, che produce da ormai tre anni l'apprezzato eventoLand Art al Furlo, che tutti gli anni arricchisce questi luoghi con nuove opere d'arte, in una sorta di museo a cielo aperto in continuo divenire e in continua crescita. La Casa, oltre all'interesse centrale per la Land Art, ospita anche manifestazioni di poesia (come la Zattera dei Poeti), ha prodotto il mediometraggio Erbastella, e sta crescendo nel suo interesse per la musica, nelle sue articolate manifestazioni e contaminazioni.

Qualche informazione in più la potete trovare sulla pagina FaceBook www.facebook.com/CasadegliArtisti. Oppure potete scrivere alla mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Da qualche mese, poi, La Casa degli Artisti (The House of the Artists), è anche un album. Il nuovo album dei Pelikan Milk, band di rock psichedelico nata a Londra quasi per gioco dall'incontro di Alex Savelli, Simon Painter e Terence Todaro e attiva fin dal 2001. La band, che per l'occasione vede Savelli e Todaro impegnati al fianco di Ore Strane (fondatore degli Obelisco Nero), di Guido Zenobi (del Cialtrontrio) e di Elisabetta Del Ferro (suonatrice di viola da gamba), ha unito le sue forze con Massimo Manzi, che ha guadagnato il titolo di Miglior Batterista italiano nei JazzIt Awards 2012, indagine popolare promossa dalJazzIt Jazz Magazine.

Il disco nasce da due giorni di improvvisazione, il 3 e 4 gennaio 2013, proprio in quella stessa casa che Alex definisce “un vero e proprio santuario della spontaneità colmo di ispirazione facile e vera”, e che da il titolo all'album. Che è articolato in 15 visioni (dal titolo Vision 1, Vision 2, Vision 3...) molto diverse tra loro come atmosfera, durata e composizione dell'ensemble strumentale. Si passa da atmosfere diradate caratterizzate da un dialogo tra le tastiere ed il timbro incantatore della viola da gamba, a momenti marcatamente jazz in cui la batteria del grande Manzi sottolinea sapientemente ogni battuta, a componimenti strumentali con suoni elettronici rarefatti, al rock psichedelico a cui già i Pelikan Milk ci avevano abituato in precedenza, ad un impasto dalle sonorità decisamente più robuste e vicine al progressive strumentale. Questo solo per dare un'idea. Dentro c'è molto di più!

Casa marchigiana, artisti giramondo, contaminazioni di vari generi: mi si potrebbe chiedere, legittimamente, cosa c'entra questa operazione con Sasso, visto che questa rubrica si occupa di produzioni culturali nostrane.

La risposta la trovate sfogliando il libretto: la stampa del CD (come era capitato con il precedente album del Pelikan Milk, dal titolo Sowego) è stata co-prodotta dal nostro Danilo Malferrari e dall'Associazione Culturale le Nuvole. Nata poco meno di 10 anni fa, dopo qualche anno di incubazione tra le fila della Pro Loco di Sasso Marconi, si occupa da sempre della promozione della musica d'autore, soprattutto italiana. Probabilmente conoscerete l'Associazione per le rassegne Volta la Carta (giunta quest'anno alla XII edizione), Siamo Tutti Signor G (che spegnerà a novembre l'undicesima candelina) e per la direzione artistica della rassegna Fili di Parole (nelle sue tre tappe calderaresi, nella sua peculiare attenzione alla magica intersezione tra musica e parole), oltre che per tante altre attività più o meno occasionali, e più o meno prestigiose (informazioni su sito: www.associazionelenuvole.org).

Un altro pezzetto di Sasso, pronto a lasciare la sua piccola e modesta traccia nella storia culturale di questa nostra povera Italia, ricca di piccoli importanti stimoli che spesso non è in grado di cogliere, e di progetti ambiziosi raramente valorizzati quanto meriterebbero.

(articolo per Il Resto di Sasso di luglio-agosto 2013)

Casa degli Artisti

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Luglio 2013 19:29

Aspettando LISOLA

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Un pezzo di storia di Sasso, una ricerca prodotta dal basso

 

Quando abbiamo cominciato ci dicevano tutti che eravamo “matti"…

le cose “da matti” di allora si possono fare anche adesso

anche se saranno cose “da matti” diverse.

 

All'inizio di quest'anno è spuntata in rete una notizia interessante. Forse inattesa. Un film documentario sull'Isola. Un'esperienza collettiva, che è entrata nella storia del nostro Comune e delle nostre terre, e che ha occupato una quindicina di anni tra la fine degli Anni '70 e l'inizio degli Anni '90. Anche Sasso Marconi ha avuto il suo sogno hippie in quegli anni...

A cercare di ricostruire la storia, sono i figli nati all'interno di quell'esperienza. Parisini, Brecci, Capri, Comastri, Coralli ...cognomi senza dubbio noti ai Sassesi. Sono proprio questi figli che hanno deciso di partire per un viaggio alla ricerca delle proprie radici, che sono andati ad intervistare i loro genitori e le persone che orbitavano attorno a quell'esperienza. Matteo Parisini, autore e regista del progetto, dice: “Noi siamo i figli di un matrimonio comune, che ha portato a un'esperienza di vita condivisa”.

I “figli dell'Isola” hanno qualche anno in meno di me e hanno vissuto l'esperienza dall'interno. Io dell'Isola ne ho solo sentito parlare. L'esperienza è stata fondamentalmente mia coetanea e si è chiusa prima che arrivassi all'età della ragione, quindi non ne ho troppi ricordi diretti. E quando capitava di suonare o di fare a gavettoni o di fermarsi a chiacchierare seduti nei campi da quelle parti, i giochi si erano già in gran parte chiusi.

Nelle clip che vengono distribuite nel corso di questi mesi ricorrono vari termini carichi di storia e di significati “alti”: collettività, responsabilità, condivisione, futuro, ecc... Termini che forse è giusto rimettere al centro, in questi anni qualunquisti, privi di progettazione e di proiezione verso il futuro, poveri di valori. Anche per capire cosa sia successo a quei valori, e perché tanti che li avevano elevati a bandiera e ne avevano fatto principi guida per le loro esistenze si siano poi trovati (più o meno perfettamente) integrati nel sistema che tanto avevano avversato...

Attendiamo con grandi aspettative la fine del progetto, a fine aprile. Per rivedere un po' delle facce con cui siamo cresciuti, qualche decina di anni fa, nei loro anni d'oro. Quelle stesse facce che abbiamo avuto come amici e maestri quando eravamo bambini. Per capire qualcosa in più riguardo alla nostra piccola grande Sasso.

Intanto potete andare a sbirciare su http://www.lisola.tv, il sito del progetto, o sulla sua pagina FaceBook. O potete contribuire, se fate ancora in tempo, alla produzione del progetto.

Perché, oltre “al sostegno del bando della Regione Emilia Romagna nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro Giovani Evoluti e Consapevoli”, il progetto ha deciso di sostenersi con una raccolta fondi collettiva su http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2111.html.

400 quote da 10,00 euro l'una, che danno diritto ciascuna all'acquisto di una copia del documentario. Una proposta molto onesta!

L'esperienza del crowd founding, molto più utilizzata all'estero che in Italia, da la possibilità di finanziare un progetto dal basso, mediante una sottoscrizione popolare.

E in un paese con tante risorse e tante competenze culturali, ma spesso incapace di investire nelle giuste direzioni le risorse collettive, la riuscita di un progetto come questo è un segnale che qualche “cosa da matti” diversa da quelle di un tempo si può davvero fare!

LISOLA Locandina Film

 

(l'articolo nasce per il numero del Resto di Sasso di maggio 2013)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Aprile 2013 07:12

Occhi con le radici

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Seguendo i cercatori di alberi

"VOI SIETE LA
MIA VITA

IO SONO LA VOSTRA
RISPETTATEMI!"

(cartello sul Castagno Millenario di Matilde di Canossa, Costa di Monteombraro)

Questa volta non cambieremo soltanto genere musicale. Stavolta ci occuperemo di tutt'altro tipo di produzione culturale: vi parlerò di una piacevolissima guida, che ci invita a fare un interessante viaggio tra grandi monumenti viventi che guardano silenziosi il nostro indaffarato e spesso incurante passaggio.

Uscito alla fine del 2012 per la casa editrice Mucchi, Questi occhi mettono radice – Alberografie nel cuore dell'Emilia Romagna, si presenta come un bel libretto verde, patinato e ricco di belle fotografie in bianco e nero, che incuriosisce fin dalla sua copertina, che ritrae l'imponente olmo di Pievepelago e la piccola chiesina che da lui sembra al contempo minacciata e protetta.

Gli autori sono due soggetti decisamente interessanti. Tiziano Fratus, che cura per La Stampa la rubrica settimanale Il cercatore di alberi, ha pubblicato tanti testi sugli alberi (monumentali e non) e segue in prima persona il blog homoradix.com, ha occhi vispi che ti guardano da dietro gli occhiali e una chioma di tutto rispetto. Lorenzo “Lerry” Olmi, sassese D.O.C., è figura più che conosciuta da queste parti per la sua lunga attività all'interno del Gruppo Scout di San Lorenzo e per gli interessanti progetti che segue in qualità di esperto “scienziato forestale” per conto di scuole, parchi, amministrazioni pubbliche e soggetti privati.

Si sono conosciuti da queste parti, in occasione de I libri di Colle Ameno. Tiziano presentava un suo libro e Lorenzo lo aveva accompagnato durante una visita ai due tassi pluricentenari del parco del Borgo.

Io Tiziano l'ho conosciuto lo scorso anno alla Sagra del Marrone Biondo di Mezzana, a ottobre. Il libro di cui stiamo parlando era appena uscito ed era una delle prime presentazioni ufficiali. Mi piaceva l'idea della presentazione del libro di un amico (Lorenzo, che conosco e stimo da una vita intera) all'interno di un bellissimo castagneto. Tutto qui.

In realtà, devo confessare con un po' di imbarazzo che, pur sensibile alle tematiche ambientali (se non cambiamo rotta, temo che dovremo presto agire in stato di emergenza e diventare tutti ambientalisti di necessità), non sono mai stato particolarmente folgorato dalle manifestazioni naturali, alle quali preferisco spesso le creazioni dell'ingegno umano. E non ho mai prestato, almeno fino alla lettura di questo libro, troppa attenzione agli alberi, monumentali e non. Tra l'altro, non avevo, sempre per essere sincero, alcuna intenzione di acquistare il libro ...solo di andare a sentire un po' di piacevoli chiacchiere con un vecchio amico, in una bella giornata di sole.

Invece, la chiacchierata mi è piaciuta e mi ha incuriosito, e il libro l'ho comprato. Letto e anche riletto. E, cosa veramente curiosa per le mie abitudini, lo sto tuttora utilizzando come guida per andare in giro a trovare qualche bell'amico verde. Mi piacerebbe riuscire a fotografare tutti gli alberi che compongono il viaggio di Lorenzo e Tiziano. E magari vederne altri.

Mi sono convinto, anzi, di essere un tipo di lettore ideale per un'opera come questa: il racconto è agile ed appassionato, non troppo tecnico, ma sempre accurato, e ti lascia con un sacco di spunti di riflessione, di curiosità.

Dalle ville attorno ai viali di Bologna, a Sasso e ai suoi dintorni, al nostro Appennino, salendo verso il Corno o verso il Cimone, o vagando per la Romagna, l'occhio del cercatore di alberi riesce ad attirare la nostra attenzione nei confronti di dettagli che fino ad ora, anche quando abbiamo percorso decine di volte quei tratti di strada, ci sono sfuggiti. Ci aiuta a capire che, nella trasformazione del paesaggio, tra case che spuntano e case che crollano, tra campi e frutteti che mutano seguendo le fasi che sono loro proprie e grandi opere pubbliche refrattarie alla trasformazione e non sempre pensate con rispetto, ci sono grandi amici silenziosi che ci guardano. E, mentre noi siamo lì alla loro presenza, sembra che vogliano ricordarci che hanno visto passare i nostri nonni, e i loro nonni prima di loro, e che forse gli 80/100 anni del ciclo della vita umana non sono poi una gran misura del tempo. Se si programma l'intervento sul territorio pensando solo a qualche decennio (spesso meno del tempo necessario per completare l'opera) si rischia di fare delle bestialità ...figuriamoci, e capita spesso, quando dimostriamo una tale miopia ed un'incapacità di pensare allo sviluppo del nostro territorio in modo organico talmente imbarazzante, da farci illudere che si possano mettere costose “pezze” a problemi secolari senza fare i conti con la natura dei luoghi che abitiamo!

 

Questi occhi mettono radici copertina

 

(l'articolo nasce per il numero del Resto di Sasso di maggio 2013)

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Aprile 2013 11:13

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