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Blog / Le Nuvole Ass.Cult.

Associazione Culturale Le Nuvole

DOC! DOC! - Rassegna di documentari a tema ambientale

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Lunedì 12 novembre, presso la nuovissima Casa della Natura, il Centro Visite dell'Oasi di San Gherardo, è iniziata la rassegna Doc!Doc!, un ciclo di cinque proiezioni a tema ambientale organizzato da una rete di associazioni composta da AcerBo, Le Nuvole, Legambiente (Circolo Setta Samoggia Reno), Slow Food Bologna e Marakanda, con il patrocinio della Città di Sasso Marconi, e con il contributo di Nigelli Imballaggi, GF Automazioni e il Baule Volante. La direzione artistica è di Ruggero Pini, giovane videomaker dell'Associazione Culturale AcerBo.

Tanti gli elementi di novità. A partire proprio dalla rete di associazioni che hanno ideato, organizzato e promosso la cosa. E che stanno cercando di mandare un messaggio concreto: collaborare è possibile, e in questi momenti di difficoltà è anche doveroso (oltre ad essere un segnale di responsabilità). Inoltre, anche la scelta di concentrarsi sui documentari è una novità per il panorama sassese.

Robert Redford, fondatore del Sundance Film Festival, il più grande festival di cinema indipendente degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato che il documentario è diventato l'unico medium capace di raccontare la realtà in maniera efficace e poetica.

Inoltre, il numero di documentari inseriti nelle selezioni ufficiali dei festival di cinema internazionali sta aumentando esponenzialmente: sono stati addirittura 11, ad esempio, nell'edizione del Festival di Venezia 2012 (e di autori come Spike Lee, Michael Mann e Jonathan Demme).

Ed è proprio partendo dalla consapevolezza che il documentario ha oggi un valore cruciale per la cultura, l'educazione e l'informazione, che gli organizzatori hanno deciso di presentare una rassegna di documentari d'autore a tematica ambientale.

La proiezione de Il suolo minacciato, che ha aperto la rassegna, ha visto una buona partecipazione di pubblico, nonostante le difficoltà climatiche. E il pubblico presente ha dimostrato un grande interesse ed una grande attenzione non solo durante la proiezione del filmato, ma anche durante l'articolato dibattito che si è sviluppato dopo la proiezione. Il tema del consumo del territorio, e del processo di cementificazione selvaggia che la cosiddetta “Food Valley” (soprattutto la zona di Parma) ha subito nel corso degli ultimi 2 decenni, ha dato la possibilità di riflettere su temi estremamente attuali, quali il consumo di territorio, l'acquisto consapevole e sostenibile, la valorizzazione dell'ambiente e dei prodotti locali, i criteri di costruzione di PSC comunali (quello che un tempo veniva detto “piano regolatore”, più o meno), la speculazione edilizia.

Alla fine di ogni proiezione, infatti, sono stati invitati gli autori (o altre figure vicine alla realizzazione dei progetti) per raccontare la propria esperienza, concludendo la serata con un rinfresco informale con prodotti a Km 0, durante il quale si potranno scambiare idee e suggestioni.

I documentari selezionati permetteranno di affrontare una molteplicità di aree tematiche inerenti la sostenibilità ambientale come: energia, ecostistemi, biodiversità, rapporto uomo-ambiente, cambiamenti climatici, efficienza energetica, consumi consapevoli di economia solidale, salute, agricoltura, alimentazione ecc.

L'infoline è: 328 0596653, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

PROGRAMMA COMPLESSIVO:

LUNEDì 12 NOVEMBRE, h.21.00 - Il suolo minacciato di Nicola Dall’Olio, 2009

Negli ultimi anni nella pianura padana si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo ad opera di una dilagante espansione urbana ed infrastrutturale. Il film mostra senza veli quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio evidenziando l’importanza di preservare una risorsa finita e non rinnovabile come il suolo agricolo.

LUNEDì 19 NOVEMBRE, h.21.00 - Modena3 di Gabriele Veronesi, 2011

Documentario d’inchiesta sul consumo di suolo a Modena. Il documentario cerca di capire le reali ragioni di uno sviluppo forzato della città, non omogeneo e soprattutto non condiviso da gran parte della cittadinanza. Una storia locale che parla di politica e di futuro.

LUNEDì 26 NOVEMBRE, h.21.00 - I lavoratori vanno ascoltati di Christian Tito, 2012

Un cantiere siderurgico particolare, l’Ilva di Taranto, per rappresentare la fabbrica come simbolo d’oppressione universale della nostra epoca. La poesia come mezzo per tentare di restituire voce e dignità a chi ha vissuto l’esperienza della fabbrica ed è rimasto segnato da una vita di lavoro in essa.

LUNEDì 03 DICEMBRE, h.21.00 - Genuino Clandestino di Nicola Angrisano, 2011

Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed af­fidabilità dei cibi. Insu^tv racconta la realtà di “Genuino Clandestino”, spaziando fra temi come democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell’ambiente e accesso alla terra.

LUNEDì 10 DICEMBRE, h.21.00 - Gente di Terra Madre di Paolo Casalis e Stefano Scarafia, 2008

Emozionante viaggio all’interno del meeting di Terra Madre 2008, dove contadini, cuochi, pescatori, accademici, allevatori e produttori di tutto il mondo si incontrano per discutere di cibo e ambiente. Gente di Terra Madre fa emergere la volontà di superare le logiche di profitto e lo spaventoso divario economico tra paesi sviluppati e terzo mondo.

 

docdoc

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Dicembre 2012 16:14

Senza Orario, Senza Bandiera - da Dylan a De Andrè: il rock contro la guerra

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All'inizio c'era un album. Era il 1968, quasi il 1969. In Italia (in Europa, e, mese dopo mese, nel mondo intero) si stava muovendo qualcosa, con alcuni effetti positivi e svariate conseguenze più complicate di quello che sembrava. Un album mitico, anche se forse non è passato nella storia popolare della musica.

Io non c'ero. E non l'ho neppure scoperto prestissimo...

Per me i New Trolls erano Quella Carezza della Sera. E basta.

Sono risalito al loro '68 partendo da De Andrè. Che produce l'album e collabora ad alcuni testi. Anche rielaborando testi del poeta anarchico Riccardo Mannerini; Irish per gli amici.

L'album è breve (dura una mezzoretta tra tutto). Ma davvero molto intenso! E tra un brano e l'altro spuntano magnifici raccordi musicali che lo rendono, forse, il primo concept album italiano.

Da un po' di anni ci ronzava in testa, a me e a Danilo (che, come sempre, è la vera anima dell'Associazione Le Nuvole), di renderlo uno spettacolo.

L'album sembrava nato per andare in scena, e ci sembrava strano che non ci fossero stati tentativi celebri in questa direzione.

Abbiamo iniziato a raccogliere le nostre idee, ma abbiamo capito subito che ci serviva un regista. E chi meglio di Luca (Signorelli), che aveva già dato una grande prova di poter coordinare progetti ambiziosi con il tributo a The Wall della Compagnia del Mosaico, poteva fare al caso nostro? Rock progressivo nel DNA, grande spirito di ricerca, e con una rosa di musicisti e di artisti estremamente capaci e ben disposti alle sfide.

Già nella prima riunione buona parte del progetto era imbastito. L'album sarebbe stato recuperato in modo quasi filologico (compresi i raccordi tra un brano e l'altro), e sarebbe stato completato con altri brani, recitati o cantati, connotati dau uno spirito profondamente pacifista.

Perchè, se è vero che la nostra generazione non ha conosciuto la guerra da vicino, e che il Vietnam di Ti ricordi Joe? era finito prima della nascita di tutti gli artisti coinvolti (Vittorio a parte, ovviamente!), il rischio che ignoranza e intolleranza portino a conflitti più o meno grandi e più o meno violenti è sempre d'attualità. Purtroppo.

Ellissi narrativa sul lavoro di preparazione, sulla indovinatissima scelta degli elementi, sulle operazioni di imbastitura e rifinitura della messa in scena, e anche sulle dure prove.

Giungiamo quindi alla serata del 31 maggio 2012, all'XI edizione della rassegna Volta la Carta.

Le luci si spengono, dal fondo della sala spunta Barbara Baldini, con un vestito rosso che ricorda quello del clown sulla copertina del disco, che introduce la serata con parole di De Andrè miste a suggestioni di Mannerini e De Scalzi. Poi parte la musica ed esce il vero Vittorio De Scalzi, più sorridente ed in forma che mai, con la chitarra al collo, che canta Ho veduto...

Il palco è diviso in due settori, separati da uno schermo destinato a divenire ora schermo di proiezione per il filmati, ora sede per le suggestive ombre cinesi.

I brani dell'album scorrono uno dopo l'altro, con esecuzione impeccabile.

Luca Signorelli e Gianluca Magnani cercano di rileggere le originarie dinamiche De Scalzi – Di Palo. Il duo Signorelli (basso elettrico) – Osci (batteria) sostiene ritmicamente le esecuzioni con grande potenza e precisione. Sul lato destro del palco, Elisabetta Lelli (violino), Chiara Carati (flauto traverso), Miloro Vagnini (tromba) e Lorenzo Russo (tastiera e fisa) sembrano un'orchestra sinfonica all'opera.

E gli inserti danzati di Barbara Cappi portano le parole nello spazio, tra ironia e passione.

Sulle note di Andrò ancora si chiude la prima parte, dedicata all'album, e si passa, senza soluzione di continuità, in una seconda parte in cui Sidun e i papaveri rossi di De Andrè convivono con i King Crimson, i Sei minuti all'alba del disertore di Jannacci fanno da contraltare al monologo del reduce deluso di Bruce Sprengsteen, i Signori della Guerra di Dylan giocano con il Nixon di Gaber ...e non solo!

Un doveroso grazie, oltre agli artisti sul palco, va a Lupo Lorenzo Calzoni, che si è occupato della gestione dei video, a Sergio Marchioni, fotografo ufficiale della serata, e all'ottimo lavoro di Valerio Vecchietti (Sonos) e di Eva Bruno, tecnici rispettivamente audio e luci della serata.

Un'altra nota positiva? Nel corso della serata, tra contributo trattenuto dalla vendita dei biglietti e offerte volontarie del pubblico, sono stati raccolti ben 320,00 euro che sono stati fatti confluire nella raccolta fondi promossa dal Comune di Sasso Marconi a favore dei Comuni danneggiati dalle recenti scosse di terremoto.

 

Andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore

Andrò ancora per le strade del mondo potete contarci...


Locandina

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Luglio 2012 16:36

Io non voglio mettere il pigiama

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Piccoli uomini e grandi bambini per un mondo migliore

“Un colore ad ogni cosa / è una legge naturale
che a noi sembra un pò noiosa / soprattutto per giocare.
Un colore unico e solo / ci rattrista la giornata
la realtà che ci circonda / la vogliamo colorata...”
BianchiRossiGialliNeri – P. Capodacqua

Le Associazioni sanno collaborare tra loro. La cosa, in effetti molto complicata, sembra possibile almeno sulla carta. Ma la vera notizia è che il 24 settembre scorso, all'interno del Teatro di Sasso Marconi, lo hanno fatto davvero.
L'Associazione Culturale Le Nuvole, che pone le radici della sua attività tra i testi e le musiche di De Andrè e di Gaber, ha incontrato l'Associazione Territoriale per l'Integrazione Passo Passo, e la sua attenzione nei confronti dei ragazzi disabili.
Hanno dato vita ad una giornata, crediamo estremamente piacevole per quanti hanno partecipato, dal titolo “io non voglio mettere il pigiama” (citando il verso di una canzone di Lolli), per cercare di  stimolare una sorta di rivoluzione dei più piccoli. Rivoluzione culturale, prima di tutto, che faccia capire ai grandi (genitori, maestri, autorità varie) che i loro piccoli non sono animaletti buffi da compagnia, ma piccoli uomini in formazione.
E la manifestazione, non a caso, è iniziata con BianchiRossiGialliNeri, uno spettacolo dedicato ai bambini dal grande Maestro Paolo Capodacqua, che riesce a parlare con i piccoli uomini che ha di fronte, utilizzando ora le sue parole, ora le parole di Rodari, e sempre la sua magica chitarra.
La giornata si è poi conclusa con un concerto di Claudio Lolli, accompagnato dalla chitarra di Capodacqua, dedicato ai genitori più che ai bambini, per ricordare a tutti che pensare, anche in musica, non fa male a nessuno.
Per sapere come è andato l'esperimento del pomeriggio, al di là della carica che si avvertiva all'interno della sala, abbiamo chiesto un parere ad un'insegnante presente, la maestra Francesca, che ci ha risposto: “Lo spettacolo è stato molto accattivante perchè il pubblico è stato coinvolto in prima persona. La tecnica di far partecipare i bambini ha fatto si che, anche i più timidi, si sentissero protagonisti di ciò che accadeva sul palcoscenico senza però essere costretti a esporsi pubblicamente. L'unione tra Rodari e la musica ha suscitato molto interesse da parte dei bambini sia per quel che riguarda il testo scritto sia per la parte musicale che cercheremo di sviluppare durante l'anno scolastico.”
E ancora più hanno fatto piacere alcune frasi che ci hanno regalato proprio i bambini. Martina ha detto: “A me lo spettacolo è piaciuto moltissimo e per me è stato fra gli spettacoli più belli che ho visto in vita mia, perchè le canzoni erano straordinarie e perchè ha fatto divertire anche noi.”, mentre Caterina ha completato il discorso: “A me questo spettacolo è piaciuto molto perchè, il signor Capodcqua ha cantato delle canzoni carine e molto spiritose. Una in particolare mi è piaciuta molto perchè nel testo c'erano parole buffe”. E Luca, iscritto alla V elementare, ha aggiunto con grandissima lucidità: “Paolo Capodacqua ci ha raccontato che tutti i bambini del mondo hanno dei diritti ad esempio il diritto a studiare, a giocare e anche ad avere un avvocato in caso di bisogno, ma la cosa che mi è piaciuta di più è la canzone sulle maestre perchè sembra che parli delle mie due maestre. Lo spettacolo mi è piaciuto così tanto che ho chiesto alla mamma di comperare il cd per poterlo ascoltare in macchina.”
E non solo la giornata ci ha ricordato che le Associazioni possono collaborare, e che i bambini possono interessarsi anche a cose diverse dai soliti videogames. Un altro dato importante credo sia stato il fatto che in momenti in cui le risorse pubbliche sembrano venir meno (addirittura gli organizzatori hanno dovuto pagare al Comune un contributo per la gestione del teatro), ci sono ancora soggetti privati (aziende, commercianti, artigiani, professionisti) che, nonostante il momento non buono neppure per tanti di loro, hanno risposto all'appello contribuendo generosamente alla realizzazione di un progetto di sensibilizzazione e solidarietà. E ci sono ancora tante persone (più di 300, in questo caso) che hanno saputo cogliere una bella opportunità per stare insieme in modo piacevole ed intelligente.

Federico Feliziani vera anima della giornata

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Ottobre 2011 08:35

Le Nuvole in Foto

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Venerdì 22 ottobre, presso la Pizzeria La Bettola di Sasso Marconi, si è costituito un uovo gruppo, all'interno dell'Associazione Culturale le Nuvole.

Attiva dal 2001, prima all'interno della Pro Loco di Sasso Marconi, poi in modo autonomo, l'Associazione da anni promuove la canzone d'autore italiana. Nata da un gruppo di appassionati di Fabrizio de Andrè (il nome è ovviamente un omaggio a lui), ha dato vita alla manifestazione Volta la Carta, organizzata fin dalla prima edizione con il patrocinio della Fondazione Fabrizio de Andrè. Altro fiore all'occhiello dell'attività dell'associazione è senza dubbio Siamo Tutti Signor G, dedicata a Giorgio Gaber e al Teatro-Canzone, che quest'anno ospiterà (il 6 novembre prossimo) Sono Fred, dal whisky facile..., un omaggio al grande Fred Buscaglione messo in scena dal sempre bravissimo Franz Campi. Ne corso di quasi 10 anni si sono aggiunti tanti altri appuntamenti fissi, come la programmazione di Fili di Parole (nel teatro comunale di Calderara di Reno) e quella del CostArena di via Azzogardino a Bologna. Sono tantissimi gli amici che ci hanno accompagnato nel percorso (e che, in tanti casi, ancora ci accompagnano), ed è ormai quasi impossibile elencare i loro nomi senza dimenticarne sempre qualcuno.

Da venerdì 22 ottobre appunto, l'associazione apre le porte anche ad un nuovo nutrito gruppo di persone, di varia età e vari livelli di competenza, che hanno trovato nella fotografia un punto d'incontro dei loro interessi. E l'attenzione alla fotografia non è una novità: dal primo libretto di Volta la Carta, che conteneva delle bellissime fotografie inedite di De Andrè scattate dal nostro concittadino Roberto Grandi, alla grande mostra del 2006, con foto di Sergio Marchioni (che è stato acclamato capofila di questa nuova avventura, vista l'esperienza) e di GianMarco Raimondi, dedicata ai protagonisti dei primi anni di vita dell'associazione.

Negli ultimi tempi la nostra attenzione alla fotografia, non solo di scena, era cresciuta. E ci siamo accorti che tanti a Sasso e nei dintorni cercavano un luogo in cui poter condividere la propria passione e un gruppo di persone con cui organizzare corsi, uscite, mostre, ecc.

E così si parte con un avventura che, se non è del tutto nuova, presenta comunque grandi aspetti di novità.

Un discreto successo, direi. Una ventina i partecipanti alla cena. Una decina di persone che non sono riuscite ad incastrare la loro presenza, ma che hanno chiesto di essere tenute informate delle attività.

Durante la serata sono state anche abbozzate alcune concrete proposte di lavoro, tra cui:

  • organizzare alcune uscite di gruppo, tra cui una imminente per il 1 novembre a Lucca Comics & Games, una durante le giornate del Carnevale di Venezia, e altre da definirsi via via (senza escludere le uscite che possono nascere spontaneamente dalla collaborazione e dall'iniziativa dei singoli associati),

  • dare inizio ad una collaborazione con la neonata associazione AcerBo, che, tra le altre cose, si occupa di fotografia e che organizza già per novembre prossimo un corso base di fotografia digitale,

  • organizzare alcune mostre, per consolidare fin da subito l'immagine dell'associazione (due dei partecipanti, ad esempio, Mathias Marchioni e Sara Sargenti, insieme all'amico Lorenzo Zucchetti, hanno già strutturato una mostra dall'intrigante titolo La lira di Narciso, presentata al luglio di quest'anno a Fanano, che possiamo proporre di replicare anche a Sasso Marconi),

  • organizzare corsi veri e propri, su richiesta di gruppi di associati di omogeneo livello di preparazione, magari appoggiandosi a realtà già consolidate e a professionisti della zona,

  • organizzare serate di proiezione e commento di nostre foto, sulla falsa riga dei “Tray Party” dei grandiosi fotografi del National Geographic (e la formula ce la possiamo inventare: serate in cui ciascuno sottopone una foto all'attenzione degli altri, o in cui a 2 o 3 alla volta ci si presenta fotograficamente, o in cui si lavora insieme a tema, o in cui si presenta tutti varie postproduzioni di una stessa foto),

  • estendere a tutti gli associati un progetto a cui avevamo inziato a lavorare io e Matteo Muzzi qualche mese fa relativo alla Certosa di Bologna, finalizzato a sensibilizzare il pubblico riguardo alla necessità di un restauro organico di alcune aree monumentali ottocentesche del nostro “museo citttadino all'aria aperta” (del cui valore spesso i Bolognesi non sembrano essere consapevoli),

  • festeggiare i 10 anni della manifestazione Volta la Carta con una mostra creata per l'occasione dagli associati su temi deandreiani e con un piccolo concorso ad essa collegato aperto anche ai non associati.

Spero di non aver dimenticato nulla. Beh ...in realtà spero che tutti coloro che vorranno collaborare con l'Associazione sappiano moversi all'interno di questi contenitori più o meno generici e sappiano personalizzarli, ampliarli e individuare nuovi percorsi di cammino.

In ogni caso invito tutti, fin da subito, a collaborare affinchè la memoria del singolo sia aiutata a beneficio di tutti, le competenze del singolo possano sempre trovare supporto, la creatività di ciascuno possa trovare una via per incanalarsi e farsi materia. Siamo qui per crescere (anche tecnicamente) insieme e per divertirci!

Il sito (http://www.associazionelenuvole.org/) presto ospiterà una sezione dedicata a questa nuova realtà (e forse anche un forum dedicato alle foto degli iscritti). E' già aperto un nuovo gruppo FaceBook per agevolare soprattutto le comunicazioni spontanee tra gli associati.

Siamo partiti con il piede giusto, ma il viaggio è appena iniziato!

Buona vita a tutti.

 

andrea.prof

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Dicembre 2010 10:30

Le Nuvole si rinnovano ...e si cresce in famiglia!

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Venerdì 22 ottobre 2010. Un venerdì qualunque? Beh, probabilmente una data che non è destinata ad entrare nella storia. In quella data, però, attorno al tavolo di una pizzeria sassese, un gruppo di persone che in qualche caso potrebbero anche non conoscersi tra loro, daranno vita ad una nuova realtà.

Un circolo di fotografia, più o meno. Ad ospitare questa nuova esperienza sarà la collaudata Associazione Le Nuvole, che ho contribuito a fondare più di qualche anno fa, e con la quale mi capita ancora saltuariamente di collaborare.

Con Le Nuvole abbiamo fatto cose molto belle, e spero che se ne facciano altrettante in futuro! I nostri ricorrenti omaggi a Gaber e a De Andrè ci hanno dato modo, nel corso degli anni, di portare a Sasso e in giro per Bologna (Calderara, CostArena ...e non solo) Dori Ghezzi, Francesco Guccini, Max Manfredi, Claudio Lolli, Franz Campi, Matteo Belli, Ares Tavolazzi, i Gang, i Flexus (con e senza Mondine di Novi), Roberto Ferri, la Faber Band, i Khorakhanè, e un sacco di altri amici che negli anni ci hanno fatto compagnia nel nostro viaggio. E quest'anno sarà di nuovo Franz Campi ad accompagnarci, durante la Tartufesta, nell'appuntamento dedicato al Teatro-Canzone, nel magico mondo di Fred Buscaglione.

Ma Le Nuvole hanno deciso di arricchirsi di un nuovo gruppo di soci attivi, cavalcando una passione che nel corso di questo 2010 sembra aver contagiato un po' tutti: quella per la fotografia digitale. Se già qualche anno fa avevamo festeggiato uno dei tanti anniversari del nostro lavoro di gruppo con gli scatti migliori degli associati (Sergio e GianMarco prima di tutto), pare che la fotografia sia destinata a diventare una costola importante della nostra attività associativa.

I destinatari dell'invito sono svariati. Amici con la passione della fotografia dai tempi del rullino e new entries, appassionati di viaggi, persone desiderose di migliorare tecnicamente anche attraverso il confronto e la collaborazione con gli altri.

Non so ancora dire a quanti la cosa piacerà. Al momento i potenziali interessati sono più di una ventina, ma si tratterà di verificare quanti risponderanno concretamente alla “chiamata”.

Le ipotesi che avevamo provato a buttare giù, in vista delle prove generali di incontro, sono già diverse: piccole mostre fotografiche (abbiamo già qualche valida carta da giocare), uscite tra partecipanti (con o senza guida di fotografi professionisti), corsi di fotografia, serate di visione e confronto degli scatti effettuati.

Si racconta che i fotografi del National Geographic, capaci di tornare dai loro viaggi con più di 600 rullini (più di 20.000 foto, di posti fantastici, scattati con attrezzature inaccessibili ai più), avessero un'idea fissa: comporre un caricatore con al massimo 80 scatti, talmente belli da rendere estremamente difficoltosa per chiunque la scelta della trentina di scatti che avrebbero composto il reportage stampato.

Con questa idea fissa di inseguire "il caricatore perfetto", si trovavano in una sala all'ottavo piano della sede, dove c'era una sala di proiezione per esclusivissimi "tray party", in cui ciascuno portava un caricatore di diapositive e, se voleva, una bottiglia di vino.

Stavolta non porteremo fotografie (o, almeno, non è indispensabile portarne) perchè la serata sarà principalmente un'occasione per conoscerci meglio. E il vino, per chi lo vorrà, sarà quello della pizzeria.

Ma nessuno vieta che tra i prossimi incontri possano esserci anche dei piacevoli "tray party" (meno esclusivi di quelli del National, mi direte, con foto più lontane dalla perfezione e soggetti forse meno interessanti), in cui cercheremo di aiutarci a crescere a vicenda.

Intanto vediamo di partire ...e la voglia, se non mi sbaglio, è davvero tanta!

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