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Vita Politica

Siamo ancora fermi alla battaglia di Qadesh?

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Come tutti gli anni, soprattutto quando si avvicina il 25 aprile.

A Qadesh, nel 1284 a.C. si combattè una battaglia epica, tra le 2 superpotenze di quel momento: Egizi contro Ittiti. E come andò a finire? Boh. Gli Ittiti scrissero che avevano vinto loro, gli Egizi che era stato l'esercito di Ramesse a trionfare. E per chi non c'era restano solo le congetture. Gli storici moderni tendono a dare ragione agli Ittiti, un po' per dati oggettivi (pare che i territori oggetto della contesa, dopo la battaglia, siano rimasti ancora per un po' sotto il loro dominio), sia probabilmente per un'umana simpatia nei confronti di chi è diventato meno famoso.

Della battaglia di Qadesh si sa quasi tutto: tecniche militari utilizzate, strategie belliche dei due eserciti, trattato conclusivo (forse il primo trattato internazionale della storia). Ma la questione di come andò a finire resta, in tutta la sua storica ed imbarazzante attualità.

Sono passati millenni. I documenti sulla storia contemporanea sono più generosi, a volte anche sovrabbondanti. Spesso altrettanto selezionati, se non addirittura riveduti e corretti. Sia da parte dei vincitori che da parte dei vinti.

Ma il problema resta: ci sono domande a cui non è sempre facile dare una risposta.

Oggi è la festa della Liberazione, giornata elusa e contesa, di libertà di pensiero e di arroccamento ideologico, di tutti e di pochi (eletti).

Personalmente spero che si riesca a rendere la giornata del 25 aprile una giornata per tutti gli italiani, che si riesca ad uscire dal meccanismo “esaltazione dell'epopea dei cavalieri senza macchia e senza peccato” VS “demonizzazione delle colpe di una massa di briganti”. Non credo sia quello il cuore del problema.

Le guerre tendono a tirar fuori il peggio dell'essere umano, e neppure i poemi cavallereschi riuscivano a tenere indenni gli eroi da qualche piccola o grande tristezza.

Credo che si dovrebbe ripartire da capo, lasciando alla ricerca storica quello che le è proprio (confronto dei documenti, con l'obiettivo di raggiungere una conoscenza attendibile sui fatti), cercando di fare leva su quanto è condiviso da molti, se non proprio da tutti.

Le cose da festeggiare. Tra cui: la gioia per la fine di una guerra, l'esaltazione generale della fine di un regime autoritario e dei suoi nocivi alleati, la nascita di uno stato democratico, realmente moderno (nelle virtù e nei vizi), capace di ricostruire dalle proprie macerie e con grandi sacrifici il paese in cui siamo nati e in cui viviamo.

Le cose da ricordare. Tra cui: le dure condizioni a cui furono sottoposte le popolazioni civili nel corso della guerra e delle sue logoranti fasi finali, le tante vite stroncate, di militari e di civili, di italiani e di loro alleati, di contadini e di preti, per non parlare delle cose atroci che la guerra fa vivere e fare anche quando non arriva ad ucciderti, che fortunatamente la maggior parte di noi non ha conosciuto direttamente.

Se il 25 aprile deve essere un motivo di discordia, che serve ad una parte a tener vivi i suoi miti crearne dei nuovi (in modo acritico e dogmatico, al contrario di quanto si dice in giro) e all'altra a non percepire le responsabilità della storia, allora andiamo pure avanti così.

Io non posso che augurarmi che le cose crescano in maniera differente, e auguro una buona Festa della Liberazione a tutti ...e domani, carichi e pronti a mettersi al lavoro! Perchè, come ai tempi dei nostri nonni, seppure per ragioni diverse, c'è tanto da fare...

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 16:57

Consiglio Comunale 25 febbraio

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 FEBBRAIO 2010

Quello del 25 febbraio è stato un Consiglio molto pieno dal punto di vista dell'Ordine del Giorno, che si concretava sostanzialmente nell'analisi di Consiglio della bozza di bilancio presentato il mese prima dall'assessore Ventura all'organo di indirizzo del Comune di Sasso Marconi.

Vorremmo proporre qualche nostra considerazione su questo importante atto.

L'elaborazione della bozza di bilancio preventivo presentata per quanto riguarda la parte corrente è sostanzialmente una routine, infatti dove le spese del personale e quelle dei contratti e l'erogazione dei servizi già in essere, oltre alle cifre di ammortamento mutui, ingessano parecchio quelle che sono le risorse spendibili.

Di conseguenza della scelta politica rimane una quantità economica sostanzialmente limitata a 15%-20% delle risorse.

Occorre premettere che in Commissione Bilancio, fatto raro in questi anni, abbiamo svolto, sia minoranza che maggioranza, un lavoro di approfondimento di conoscenza di ciò che si voleva fare in bilancio di previsione. Speriamo che il clima di collaborazione ed approfondimento possa portare nell'arco della legislatura ad una redazione un po' più collegiale del bilancio.

Per il momento, il lavoro di commissione ci ha consentito di presentare due emendamenti:

1) Il primo emendamento proposto è quello del finanziamento (quadro investimenti 2010 anche sotto i 100 mila) attraverso avanzo di amministrazione da 20.000,00 € (da destinare anziché agli incarichi per i certificati prevenzione incendi i collaudi vari, voce già ricompresa e finanziata con € 90.000 degli incarichi tecnici frazionamenti certificazioni ecc.) ad un progetto di riqualificazione commerciale e di manutenzione delle parti pubbliche di via dell'Orologio. Non essendovi innumerevoli progetti nel piano investimenti, ma quelli di autostrade già completi e il cimitero, non dovrebbero esservi particolari esigenze di frazionamenti e certificazioni supplementari. In alternativa a questo finanziamento potrebbe essere affidato a seguito degli ulteriori contributi della legge 41 che non si vedono ancora applicati nella parte entrate di questo schema di bilancio. In tal caso i 20 mila potrebbero essere destinati a manutenzione straordinaria canile.

2) Il secondo (più che un emendamento si tratta di un suggerimento) riguarda la possibilità di ritagliare qualche decina di migliaia di euro (si suggeriva uno spostamento di circa € 30.000) da affidare all’associazionismo: le associazioni potrebbero essere chiamate a lavorare su un tema proposto dall’Assessore con un piccolo bando, in modo da ottenere un programma di 4-5 date che costituisca una stagione organizzata di teatro del territorio. Idealmente potremmo assistere ad una stagione (questa sì a biglietto politico € 5,00, abbonamento € 16 / € 20,00) che vedrebbe uno stesso filo conduttore trattato con la sensibilità di varie associazioni del territorio. L’idea è quella di comunicare il concetto che la stagione “grandi nomi / grandi spese” non può e non deve essere l’unico modo di vivere il teatro a Sasso.

Nonostante questi emendamenti siano stati respinti dal punto di vista formale, in commissione si è condiviso di intervenire nella zona di via dell'Orologio attraverso fondi già disponibili nei capitoli di bilancio per le manutenzioni ed investimenti, nonché, se vi sarà pari riscontro da parte dei privati che hanno attività commerciali presenti in zona, sarà eventualmente possibile presentare un progetto articolato di riqualificazione urbana e commerciale per il finanziamento legge 41. Il problema della sicurezza e della necessità dell'intervento è quindi  condiviso. Sul secondo emendamento, pur non essendo recepito, vi è stata comunque la possibilità di approfondire quanto proposto, anche se l'Amministrazione ritiene che comunque si stia già operando in maniera adeguata nella direzione dell'associazionismo culturale e teatrale. L'Assessore Dallea, da parte sua, non solo ha condiviso lo spirito del suggerimento, ma ha anche cercato di tradurlo operativamente in un budget aggiuntivo affidato alla Pro Loco, in qualità di “casa delle associazioni”, e da lì ridistribuito sulle linee di un progetto organico.

Viste queste premesse, siamo quindi soddisfatti del rapporto di dialogo e di confronto instaurato in commissione, ma ovviamente vogliamo segnalare alcune situazioni di questo bilancio che andrebbero, a nostro sommesso parere, gestite diversamente.

In altre parole, certamente noi il bilancio lo avremmo fatto diversamente per quanto riguarda la parte di spesa disponibile non già assunta per contratto ed ora passeremo ad analizzare alcune situazioni che abbiamo voluto sottoporre alla discussione del Consiglio Comunale:

  • analizzando le spese per il personale, ad esempio, notiamo che queste sono in aumento a livelli assoluti dovuti certamente all'incremento contrattuale previsto, ma rispetto alla cifra base (a parità di dipendenti) vi è una riduzione, per quanto modesta, rispetto ai due esercizi precedenti. Oggettivamente anche se l’importo indicato genera un'inversione di tendenza rispetto anche ai precedenti, per gli aggiornamenti previsti, la spesa complessiva assoluta dilata in quasi 1.5%, portando la spesa media per ogni unità personale ad oltre 36.500 € cadauno. Ci piacerebbe che la dilatazione della spesa per il personale, anche se correlata ad applicazioni tabellari contrattuali, corrispondesse ad un aumento della qualità dei servizi.
  • nutriamo poi diverse perplessità che riguarda la parte di investimenti soprattutto concentrata sull'intervento dell'ampliamento del cimitero del capoluogo, tratto con la forma della concessione costruzione, mentre i due interventi a livello stradale di via Vizzano e di via San Lorenzo sono attuati dal comune ma con finanziamenti traslati da società autostrade. Sostanzialmente, quindi, gli interventi strutturali consistono nelle piste ciclabili, finanziate con una parte dei fondi della variante di valico (circa un milione e mezzo) ed una parte del DUP (680 mila). Non ci stiamo quindi a ripetere quanto abbiamo già detto per le piste ciclabili, purtroppo già politicamente strumentalizzato.

Crediamo che le priorità di questa comunità siano diverse, come più volte abbiamo spiegato, come ad esempio il Polo scolastico, una nuova piscina e un nuovo assetto piano della sosta più attinente alle esigenze del commercio e dei cittadini residenti. Ad onor del vero bisogna dire che è prevista l'asfaltatura del parcheggio vicino alle scuole medie del capoluogo per 143 mila euro, ma di per se questo non è un intervento che cambia l'attuale assetto della sosta. Mancano parcheggi e non vi è ancora un piano commerciale ben delineato nella zona del centro. Nel nostro programma vi erano anche le proposte di pedonalizzazione in alcune serate e in alcune giornate particolari della via Porrettana nel tratto compreso tra la via Stazione e la via del Mercato. Siamo però riusciti a capire che questa Amministrazione finalmente verificherà la fattibilità di un accorpamento dei finanziamenti previsti per le opere non causa effetto della variante di valico, fino ad ottenere un plafond finanziario utile alla realizzazione dell'opera più importante che è quella del Polo scolastico. Siamo ovviamente in attesa di capire quale possa essere lo sviluppo dell'operazione Arcotronics per poter poi avere le idee più chiare su tutto il riassetto della zona che da Ponte  Albano va verso Tripoli.

Il nostro voto negativo al bilancio, dunque, è da interpretarsi in modo articolato come un giudizio negativo sulle priorità che questa Amministrazione si è data sul fronte investimenti, ma non come una chiusura a prescindere rispetto ad una collaborazione fattiva alla soluzione dei problemi della nostra città o una bocciatura di tutti i progetti compresi nel Bilancio. Ci auguriamo solo che diventi sempre più un'abitudine consultarci prima e non solo al momento (dovuto) di esprimere sinteticamente un parere con un voto. Che diventi sempre più diffusa l'abitudine del Sindaco e degli Assessori di riferire al Consiglio sul loro lavoro (senza essere spronati dalle interrogazioni dei Consiglieri di minoranza). Che ammettere le buone idee, dall'una come dall'altra parte, diventi sempre meno un problema.

Dopo il voto sul bilancio il Consiglio ha votato una mozione del Consigliere Trasforini volta ad allungare gli incentivi all'edilizia accolti all'interno della Legge Casa e la risposta del Sindaco all'interrogazione dello stesso Consigliere Trasforini riguardo la situazione dell'Arcotronics, su cui scriveremo in modo più dettagliato nel prossimo intervento (anche perché per l'8 marzo è stato convocato un Consiglio Comunale straordinario che ha come oggetto l'approvazione del Piano Urbanistico Attuativo relativo all'ambito AN6, area Kemet (ex Arcotronics).

Il Gruppo PDL - Lega Nord

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Marzo 2010 17:46

Risposta ad intervento sul sito del PD

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Sul sito del PD di Sasso Marconi (http://www.pdsasso.it), pubblicato senza alcuna firma, se non un generico “gruppo consigliare”, abbiamo trovato quello che potevamo aspettarci dal sito dei nostri avversari politici pubblicato da un anonimo.

Riportiamo l'intervento per completezza di informazione:

“Il centro - destra sassese si divide su un ordine del giorno presentato dal nostro gruppo consigliare.
L’argomento? L’unità d’Italia e i festeggiamenti previsti per il 150° anniversario a rischio visti i tagli del Governo sull’argomento.

Il motivo della divisione? Un riferimento nel testo alla lotta di Liberazione, argomento ancora oggi tabù per una “certa” destra che fatica a riconoscere il ruolo fondamentale della Resistenza nella creazione della Repubblica Italiana.”

Evidentemente chi scrive non era presente al Consiglio (l'alternativa, certo più sgradevole, è che sia in cattiva fede...).

Il nostro intervento era partito dal riconoscimento dell'importanza della Liberazione. Nessuno mette in dubbio il valore di quei partigiani comunisti, socialisti, cattolici e liberali, che hanno dato la vita per ridare la libertà alla nostra Italia, così come nessuno mette in discussione l'importanza dell'intervento americano che ha dato un fondamentale aiuto al processo.

La questione era piuttosto capire cosa significasse parlare di Liberazione all'interno di un documento che parlava delle importanti celebrazioni del Risorgimento.

La Liberazione è un tema sempre presente, soprattutto nella vita di un ragazzo delle nostre parti, grazie all'efficientissimo e capillare lavoro svolto dall'ANPI o dalle associazioni culturali! L'impressione è che di Liberazione si parli tanto, anche troppo, più per dividere che per unire.

Quello che volevamo evitare era che, invece di trovarci a parlare di Cavour, di Mazzini, del Tricolore, della spedizione dei Mille (e di eventi che si collocano nella prima metà dell'Ottocento), ci saremmo trovati a parlare di Marzabotto, dei fratelli Cervi e delle brigate partigiane. Temi importantissimi, ma storicamente poco centrati in questo caso.

Tra l'altro ci preme notare che nessuno ha votato contro l'Ordine del Giorno proposto (questo deve essere rimasto nella penna dell'autore dell'articolo...).

Basta approfittarsi del tema dell'Unità nazionale solo per creare divisione!

Questo lo fanno già abbastanza i nostri colleghi romani, e non ne abbiamo bisogno a Sasso Marconi.

Non perderemo tempo a rispondere alla parte su "White Christmas" (anche qui invito la cittadinanza a leggere i verbali, mi auguro più articolati dell'intervento dell'anonimo), perchè anche l'equazione "di destra"="razzista" ha fatto il suo tempo, come dimostrano i voti dati alla Lega da un numero sempre più alto di innocue massaie e democraticissimi pensionati ed operai. Parliamo di regolarità, di integrazione, e di soluzioni pratiche prima che la situazione ci esploda tra le mani! E parliamone come un problema sentito da una grande fetta di popolazione al di là del suo credo religioso e politico,  a cui non vanno date soluzioni razziste e xenofobe ...ma vanno date soluzioni!

Nella speranza di un po' più di onestà intellettuale per il futuro, porgiamo i nostri migliori saluti e l'augurio di un sereno Natale.

 

Andrea Micheletti ed Eugenio Salamone

per il Gruppo Consigliare PDL-Lega Nord di Sasso Marconi

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Dicembre 2009 11:35

Consiglio Comunale 9 novembre 2009

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Non posso non dirmi un po' deluso.

L'Ordine del Giorno sull'esposizione del crocifisso nelle scuole italiane, per quanto mi riguarda, voleva principalmente essere un momento di discussione su temi un po' più alti delle solite buche nelle strade e delle solite variazioni di bilancio o di piano strutturale.

Non avevo ancora avuto esperienza di discussioni di tipo un po' più politico, in cui il Consiglio poteva essere coinvolto a 360°. Di solito lo svolgimento tipizzato è: Sindaco e/o Assessore di turno che riferiscono sul tema, breve dibattito, dichiarazione di voto (spesso fatta dai capigruppo), voto. Struttura ideale per problemi pratici. Ma siamo sicuri che non ci si possa confrontare anche in maniera un po' più allargata e su temi di carattere più generale? Il tema del crocifisso mi sembrava una buona occasione.

Tanto più che l'Ordine del Giorno comunicato in convocazione prevedeva un unico punto, che è stato votato all'unanimità e che aveva occupato meno di mezzora per essere presentato, discusso e votato.

Gli ordini del giorno presentati da noi erano due.

Uno sul ventennale della caduta del Muro di Berlino, l'altro, appunto, sul Crocifisso.

Sul Muro la situazione è stata pietosa. Credevo che il revisionismo fosse fenomeno dell'ultra-destra che aveva messo in discussione l'esistenza dei forni crematori... invece abbiamo avuto esempi illuminanti del fatto che nel 2009 ci possono ancora essere letture “varie ed eventuali”:
- sia del fatto che i popoli dell'Est Europa abbiano vissuto sotto un regime totalitario,
- sia della stessa definizione di “Comunista” che tale regime si era dato,
- sia del fatto che tanti partiti della sinistra europea avevano buttato il loro cuore oltre quel muro, sperando che si sarebbe poi entrati in quella splendida area di influenza che avrebbe portato “la rossa primavera dove brilla il sol dell'avvenir”...

Sarò forse vittima della mia giovane età, ma sarebbe forse ora di lasciarsi alle spalle alcuni timori reverenziali... Il dialogo sarebbe certo più sereno.

Sul crocifisso, poi, credevo che non ci fossero grosse difficoltà. Avevamo adattato un ordine del giorno diffuso dall'On. Raisi. Questo il testo:

Il Consiglio Comunale di Sasso Marconi
Appresa la sentenza della Corte europea dei diritti, che vieta l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche
esprime
stupore e contrarietà per un atto che tende a cancellare il simbolo più significativo della millenaria tradizione cristiana del nostro Paese, fortemente radicata anche nel nostro territorio e presente in molti stemmi comunali, quale ad esempio quello di Milano
appoggia
l’iniziativa del Governo italiano di ricorrere contro tale decisione, che appare sproporzionata rispetto alle motivazioni espresse dalla Corte ed in relazione alla diffusione della simbologia nei luoghi ed edifici pubblici
auspica
che i cittadini Sassesi, aldilà delle fedi, dell'ateismo e delle appartenenze, si ritrovino uniti nella difesa della simbologia che il crocefisso rappresenta, soprattutto quale filo conduttore della storia culturale ed artistica, della libertà e della vita quotidiana nazionale e locale.

Mi aspettavo che il pomo della discordia potesse essere, in modo più o meno comprensibile, il tema della solidarietà al Governo per il ricorso. Credevo che sarebbe uscito un testo magari rivisto collegialmente, ma sostanzialmente condiviso, almeno sulla base della sentenza del Consiglio di Stato del 2006 all'ennesimo ricorso della signora Soile Lautsi Albertin (molto più che sulla base del solo Regio Decreto 965 del 30 aprile 1924).

Rispetto della sensibilità e della libertà religiosa, ma con la capacità di riaffermare valori morali e civili di riferimento nella storia del nostro paese (e dell'Europa intera, verrebbe da dire!).

Invece... Una reazione difficilmente comprensibile. Quasi mezz'ora di riunione separata per mettere a punto una risposta talmente generica, relativistica e qualunquistica da far scomparire dal testo ogni affermazione orgogliosa delle radici culturali cristiane dell'Europa!

(segue - clicca su LEGGI TUTTO)
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 10:36 Leggi tutto...

Incertezze di inizio mandato

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(questo articolo rappresenta una versione estesa dell'articolo apparso sul numero di Cose in Comune in distribuzione nei prossimi giorni)


Sappiamo bene di cosa abbiamo paura, prima di qualunque altra cosa.
Di un'Amministrazione Comunale che si lasci tentare dall'illusione che, dati i tanti (troppi?) anni di esperienza monocolore alla guida di Sasso, e dati i tanti obiettivi raggiunti, si possa tranquillamente navigare a vista. Così si finisce, tipo, per fare il rallentatore davanti alle scuole, proprio nel pieno caos del primo giorno di scuola! Non c'era altro momento?
Siamo convinti che la differenza più profonda tra la nostra proposta in campagna elettorale e le altre fosse che il nostro gruppo di lavoro si era confrontato in modo approfondito sulla stesura di un progetto di città condiviso, nato da tante idee che ciascuno di noi aveva maturato nel corso di una vita, più o meno lunga, vissuta da cittadino.
Ci ha fatto un po' sorridere, a proposito di elezioni, la fretta con cui si è cercato di far uscire in tempi utili, il numero di questa pubblicazione sul bilancio di fine mandato: un numero decisamente autocelebrativo che non voleva rinunciare al vezzo di una foto con Luciana Littizzetto.
Ma è difficile per chiunque, soprattutto di questi tempi, chiudere un bilancio senza ombre. E ci stupiscono un po' alcune cifre contenute nelle slides di chiusura d'esercizio 2008 disponibili sul sito del Comune.
Cominciamo a parlare di giovani, di cultura, di istruzione, che dovrebbero rappresentare il vero fiore all'occhiello di un'amministrazione che guarda al futuro.
Il Polo Scolastico e i ritardi che stanno subendo gli inizi dei lavori sono una grande sconfitta, a cui speriamo si inizi quanto prima a mettere mano. Un progetto ambizioso, finalmente organico, che avvicina logisticamente le scuole di ogni ordine e grado (fino all'unico Istituto Superiore che è rimasto a Sasso), gli Impianti Sportivi, le sedi dell'Associazionismo e il Centro di Aggregazione Giovanile. E' ora di rimettersi al lavoro!
Parliamo dei dati sul Papinsky: quasi 104.000,00 euro di costi complessivi per una presenza media di 1,74 ragazzi al giorno (a dispetto dei 2-4 educatori sempre presenti) ...o abbiamo capito male qualche dato o c'è qualcosa che non funziona.
Un Centro di Aggregazione Giovanile è una grande risorsa che potrebbe perseguire tantissimi obiettivi utili alla comunità (formazione, assistenza ai problemi di disagio dell'età più simpaticamente “ingrata” della vita umana, suggestioni culturali che invitino all'approfondimento, aiuto alle famiglie, fucina sì di giovani artisti, ma anche di cittadini rispettosi e preparati!). Siamo convinti che ci sia ancora tanto da lavorare.
L'Associazionismo è poi un altro tema che merita grande attenzione. Sasso Marconi ha sempre avuto un invidiabile tessuto di Associazioni Culturali e Sportive. L'Amministrazione è in grado di valorizzare questo tessuto locale? O la tentazione è sempre quella di moltiplicare gli spazi degli “allineati” e di ridurre quelli dei “dissidenti”. E poi “allineati” e “dissidenti” rispetto cosa? Quali sono le linee politiche su cui si sviluppa la vita culturale di Sasso? Il Teatro si gloria degli ottimi risultati di pubblico, ottenuti, ci sembra, promuovendo cabaret televisivo di buon livello a prezzi stracciati ...ma ci sembra anche di poter constatare una riduzione della presenza delle Associazioni e delle Scuole (sarà interessante un confronto sui dati a questo proposito). Abbonamenti a buon mercato fanno rapidamente il "tutto esaurito", ma poi sarebbe interessante verificare le presenze ai singoli spettacoli.
Si potrebbe, forse, investire risorse per valorizzare anche le produzioni locali di buon livello, a discapito di qualche grande nome che inflaziona già la programmazione dei teatri del Centro Città. La teoria di riabituare i sassesi all'utilizzo del Teatro mediante un approccio “semplice” dovrebbe ormai iniziare a tradursi in una stagione con qualche pretesa in più ...se no rischia di diventare molto “pop”. Pure troppo!
Anche sull'integrazione non ci sembra che ci sia una politica organica di lavoro. La popolazione residente straniera è principalmente di origine Nord-Africana (Marocco, Tunisia, ecc.) e Est-Europea (Romania, Albania, ecc.). Sappiamo tutti che il fenomeno dell'immigrazione rischia di produrre, se non affrontato in maniera organica, conseguenze non soltanto positive: quali sono i progetti dell'Amministrazione nel medio e nel lungo termine? La cultura ci pare l'unico strumento realmente efficace per un lavoro di integrazione.
Da un'analisi delle politiche culturali dell'Amministrazione della Città di Sasso Marconi non può poi mancare un richiamo, ormai tristemente consueto, alla figura di Guglielmo Marconi, il cui Centenario del Nobel si è confuso frettolosamente con i festeggiamenti del 25 aprile. Ottima l'idea di potenziare i Radio Days, il Premio dedicato a Marconi, e la conferenza sul Wireless, lodevole l'iniziativa di sistemare un po' il piazzale antistante il Mausoleo, ma la collocazione delle sculture sulla rotonda all'uscita del paese ci sembra decisamente discutibile, così come non si capisce bene l'utilità del Parco Marconi, le cui installazioni avrebbero già bisogno di una sistemazione, e che è ancora in attesa di una reale destinazione d'uso: è un'area feste, e si chiederà agli abitanti delle case vicine di portare un po' di pazienza, almeno in alcuni momenti dell'anno? È un parco didattico, e allora lo stato di manutenzione degli apparati risulta estremamente carente? E' un luogo di raccolta per le emergenze, che non può essere ingombrato di qualunque struttura semi-permanente? O deve restare solo un luogo di sosta per autoscontri e giostrine?
Marconi dovrebbe divenire, non ci stancheremo mai di dirlo, la voce centrale di un progetto organico di marketing territoriale, in cui l'Amministrazione dovrebbe essere capofila per la Fondazione dedicata allo scienziato, le attività ricettive e produttive del paese, la vicina Università, ecc...
Aspettiamo di vedere le prove concrete del fatto, qui come in altri comparti della nostra vita, che non stiamo navigando a vista!

Andrea Micheletti (Gruppo Consiliare PDL-Lega Nord)

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Novembre 2009 09:45

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