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La Casa degli Artisti

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Arte sostenibile nel rispetto della biodiversità

La Casa degli Artisti è prima di tutto un luogo fisico. Che si trova nella Gola del Furlo, vicino a Fossombrone (PU). E' una “residenza creativa”, un luogo in cui gli artisti possono soggiornare, creare approfittando della cornice naturale assolutamente magica, collaborare e far incontrare le loro esperienze. La residenza è stata ufficialmente riaperta in data 1 maggio 2013, dopo anni di lavori preparatori.

Ma è anche, da qualche anno, un'Associazione Culturale, attiva su due principali direzioni: una linea guida è data dalla Land Art, in cui il gigantismo geometrico delle metropoli è superato esteticamente dall'intervento creativo e rispettoso dell'uomo sull'ambiente naturale che già di per sé affascina e conquista, mentre l'altra è legata alla tutela della biodiversità. Il naturale incrocio tra queste due esperienze costituisce un laboratorio permanente di artisti alla ricerca di un'arte sostenibile, che produce da ormai tre anni l'apprezzato eventoLand Art al Furlo, che tutti gli anni arricchisce questi luoghi con nuove opere d'arte, in una sorta di museo a cielo aperto in continuo divenire e in continua crescita. La Casa, oltre all'interesse centrale per la Land Art, ospita anche manifestazioni di poesia (come la Zattera dei Poeti), ha prodotto il mediometraggio Erbastella, e sta crescendo nel suo interesse per la musica, nelle sue articolate manifestazioni e contaminazioni.

Qualche informazione in più la potete trovare sulla pagina FaceBook www.facebook.com/CasadegliArtisti. Oppure potete scrivere alla mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Da qualche mese, poi, La Casa degli Artisti (The House of the Artists), è anche un album. Il nuovo album dei Pelikan Milk, band di rock psichedelico nata a Londra quasi per gioco dall'incontro di Alex Savelli, Simon Painter e Terence Todaro e attiva fin dal 2001. La band, che per l'occasione vede Savelli e Todaro impegnati al fianco di Ore Strane (fondatore degli Obelisco Nero), di Guido Zenobi (del Cialtrontrio) e di Elisabetta Del Ferro (suonatrice di viola da gamba), ha unito le sue forze con Massimo Manzi, che ha guadagnato il titolo di Miglior Batterista italiano nei JazzIt Awards 2012, indagine popolare promossa dalJazzIt Jazz Magazine.

Il disco nasce da due giorni di improvvisazione, il 3 e 4 gennaio 2013, proprio in quella stessa casa che Alex definisce “un vero e proprio santuario della spontaneità colmo di ispirazione facile e vera”, e che da il titolo all'album. Che è articolato in 15 visioni (dal titolo Vision 1, Vision 2, Vision 3...) molto diverse tra loro come atmosfera, durata e composizione dell'ensemble strumentale. Si passa da atmosfere diradate caratterizzate da un dialogo tra le tastiere ed il timbro incantatore della viola da gamba, a momenti marcatamente jazz in cui la batteria del grande Manzi sottolinea sapientemente ogni battuta, a componimenti strumentali con suoni elettronici rarefatti, al rock psichedelico a cui già i Pelikan Milk ci avevano abituato in precedenza, ad un impasto dalle sonorità decisamente più robuste e vicine al progressive strumentale. Questo solo per dare un'idea. Dentro c'è molto di più!

Casa marchigiana, artisti giramondo, contaminazioni di vari generi: mi si potrebbe chiedere, legittimamente, cosa c'entra questa operazione con Sasso, visto che questa rubrica si occupa di produzioni culturali nostrane.

La risposta la trovate sfogliando il libretto: la stampa del CD (come era capitato con il precedente album del Pelikan Milk, dal titolo Sowego) è stata co-prodotta dal nostro Danilo Malferrari e dall'Associazione Culturale le Nuvole. Nata poco meno di 10 anni fa, dopo qualche anno di incubazione tra le fila della Pro Loco di Sasso Marconi, si occupa da sempre della promozione della musica d'autore, soprattutto italiana. Probabilmente conoscerete l'Associazione per le rassegne Volta la Carta (giunta quest'anno alla XII edizione), Siamo Tutti Signor G (che spegnerà a novembre l'undicesima candelina) e per la direzione artistica della rassegna Fili di Parole (nelle sue tre tappe calderaresi, nella sua peculiare attenzione alla magica intersezione tra musica e parole), oltre che per tante altre attività più o meno occasionali, e più o meno prestigiose (informazioni su sito: www.associazionelenuvole.org).

Un altro pezzetto di Sasso, pronto a lasciare la sua piccola e modesta traccia nella storia culturale di questa nostra povera Italia, ricca di piccoli importanti stimoli che spesso non è in grado di cogliere, e di progetti ambiziosi raramente valorizzati quanto meriterebbero.

(articolo per Il Resto di Sasso di luglio-agosto 2013)

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