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Senza Orario, Senza Bandiera - da Dylan a De Andrè: il rock contro la guerra

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All'inizio c'era un album. Era il 1968, quasi il 1969. In Italia (in Europa, e, mese dopo mese, nel mondo intero) si stava muovendo qualcosa, con alcuni effetti positivi e svariate conseguenze più complicate di quello che sembrava. Un album mitico, anche se forse non è passato nella storia popolare della musica.

Io non c'ero. E non l'ho neppure scoperto prestissimo...

Per me i New Trolls erano Quella Carezza della Sera. E basta.

Sono risalito al loro '68 partendo da De Andrè. Che produce l'album e collabora ad alcuni testi. Anche rielaborando testi del poeta anarchico Riccardo Mannerini; Irish per gli amici.

L'album è breve (dura una mezzoretta tra tutto). Ma davvero molto intenso! E tra un brano e l'altro spuntano magnifici raccordi musicali che lo rendono, forse, il primo concept album italiano.

Da un po' di anni ci ronzava in testa, a me e a Danilo (che, come sempre, è la vera anima dell'Associazione Le Nuvole), di renderlo uno spettacolo.

L'album sembrava nato per andare in scena, e ci sembrava strano che non ci fossero stati tentativi celebri in questa direzione.

Abbiamo iniziato a raccogliere le nostre idee, ma abbiamo capito subito che ci serviva un regista. E chi meglio di Luca (Signorelli), che aveva già dato una grande prova di poter coordinare progetti ambiziosi con il tributo a The Wall della Compagnia del Mosaico, poteva fare al caso nostro? Rock progressivo nel DNA, grande spirito di ricerca, e con una rosa di musicisti e di artisti estremamente capaci e ben disposti alle sfide.

Già nella prima riunione buona parte del progetto era imbastito. L'album sarebbe stato recuperato in modo quasi filologico (compresi i raccordi tra un brano e l'altro), e sarebbe stato completato con altri brani, recitati o cantati, connotati dau uno spirito profondamente pacifista.

Perchè, se è vero che la nostra generazione non ha conosciuto la guerra da vicino, e che il Vietnam di Ti ricordi Joe? era finito prima della nascita di tutti gli artisti coinvolti (Vittorio a parte, ovviamente!), il rischio che ignoranza e intolleranza portino a conflitti più o meno grandi e più o meno violenti è sempre d'attualità. Purtroppo.

Ellissi narrativa sul lavoro di preparazione, sulla indovinatissima scelta degli elementi, sulle operazioni di imbastitura e rifinitura della messa in scena, e anche sulle dure prove.

Giungiamo quindi alla serata del 31 maggio 2012, all'XI edizione della rassegna Volta la Carta.

Le luci si spengono, dal fondo della sala spunta Barbara Baldini, con un vestito rosso che ricorda quello del clown sulla copertina del disco, che introduce la serata con parole di De Andrè miste a suggestioni di Mannerini e De Scalzi. Poi parte la musica ed esce il vero Vittorio De Scalzi, più sorridente ed in forma che mai, con la chitarra al collo, che canta Ho veduto...

Il palco è diviso in due settori, separati da uno schermo destinato a divenire ora schermo di proiezione per il filmati, ora sede per le suggestive ombre cinesi.

I brani dell'album scorrono uno dopo l'altro, con esecuzione impeccabile.

Luca Signorelli e Gianluca Magnani cercano di rileggere le originarie dinamiche De Scalzi – Di Palo. Il duo Signorelli (basso elettrico) – Osci (batteria) sostiene ritmicamente le esecuzioni con grande potenza e precisione. Sul lato destro del palco, Elisabetta Lelli (violino), Chiara Carati (flauto traverso), Miloro Vagnini (tromba) e Lorenzo Russo (tastiera e fisa) sembrano un'orchestra sinfonica all'opera.

E gli inserti danzati di Barbara Cappi portano le parole nello spazio, tra ironia e passione.

Sulle note di Andrò ancora si chiude la prima parte, dedicata all'album, e si passa, senza soluzione di continuità, in una seconda parte in cui Sidun e i papaveri rossi di De Andrè convivono con i King Crimson, i Sei minuti all'alba del disertore di Jannacci fanno da contraltare al monologo del reduce deluso di Bruce Sprengsteen, i Signori della Guerra di Dylan giocano con il Nixon di Gaber ...e non solo!

Un doveroso grazie, oltre agli artisti sul palco, va a Lupo Lorenzo Calzoni, che si è occupato della gestione dei video, a Sergio Marchioni, fotografo ufficiale della serata, e all'ottimo lavoro di Valerio Vecchietti (Sonos) e di Eva Bruno, tecnici rispettivamente audio e luci della serata.

Un'altra nota positiva? Nel corso della serata, tra contributo trattenuto dalla vendita dei biglietti e offerte volontarie del pubblico, sono stati raccolti ben 320,00 euro che sono stati fatti confluire nella raccolta fondi promossa dal Comune di Sasso Marconi a favore dei Comuni danneggiati dalle recenti scosse di terremoto.

 

Andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore

Andrò ancora per le strade del mondo potete contarci...


Locandina

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