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Ecoperplessità Riciclate

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ECOPERPLESSITA' RICICLATE

(proposta di una discussione in Consiglio in merito alle Politiche Ambientali)

 

Gent.mo Sindaco,

Gent.mo Assessore all'Ambiente,

Gent.mi colleghi Consiglieri,

 

Durante un intervento nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso (il punto alll'ordine del giorno verteva sulla concessione di spazi per l'installazione di pannelli solari nel parcheggio della stazione ferroviaria, se ricordate), avevo chiesto all'Assessore Lanzarini un aggiornamento in Consiglio relativo alle politche ambientali ed energetiche del nostro Comune.

 

Alla fine dell'anno, come tutti i nostri concittadini, mi sono visto recapitare a casa il numero di dicembre 2010 di Cose in Comune, che contiene alcuni aggiornamenti utili alla questione di cui sopra. Dopo questa lettura (e per colpa di altre considerazioni generali captate in altre sedi) i miei dubbi sono aumentati invece che calare...

 

Mi permetto di formulare alcune richieste specifiche, nella speranza che possano essere utili (al di là di ogni contingenza) per un proficuo confronto di respiro un po' più ampio:

 

1) il primo è un dubbio di metodo: cosa significa il riquadro che troviamo nel retro di copertina del giornalino? Lo riporto per chiarezza:

Riquadro Cose in Comune

Una domanda forse banale: cosa significano le cose che ci sono scritte? Perchè usare il simbolo del riciclaggio di fianco ad un'affermazione “carta sbiancata senza cloro”, cioè, se non erro, carta “nuova” (se pure “più ecologica”).

 

Perchè non pensare proprio ad una stampa su carta riciclata, se vogliamo dare un senso di scelta responsabilmente ecologica? Perchè non ipotizzare di ridurre stampe ed invii postali a favore di un invio (per chi è attrezzato ed abituato all'uso, ovviamente) a mezzo mail a una gran parte degli utenti?

Sono personalmente favorevole a scelte che vanno nella direzione di una reale riduzione dell'impatto ambientale dei nostri comportamenti, ma mi lasciano perplesse alcune “leggerezze” di comunicazione.

 

2) a pagina 4 leggo un'interessante considerazione sul fatto che nei primi 3 anni di vita un bambino utilizza una tonnellata di pannolini “usa e getta”. Circa 5.000 pannolini, che impattano sull'ambiente, a quello che si dice, con una deforestazione pari a 10 alberi di medie dimensione ...di cosa stiamo parlando?

5.000 pannolini in 1.095 giorni. Stima generosa, ma forse accettabile ...ma vorrei qualche chiarimento in merito al dato degli alberi: quali le fonti del dato? Ormai che parliamo di numeri, mi sembra corretto farlo per bene.

 

3) a pagina 5, si parla di “Rifiuti Zero”, con tanto di immagine della tessera per l'accesso alla Stazione Ecologica.

Come detto in tante occasioni, la scelta di promuovere comportamenti virtuosi riguardo la raccolta differenziata non può che vedermi d'accordo. E anche l'idea di arrivare ad una tariffazione più equa dello smaltimento dei rifiuti mi vede favorevolmente interessato.

Ma ho qualche perplessità in più relativa al metodo con cui ci si vuole arrivare.

Perchè rinunciare ad una tariffazione che parte dal numero dei componenti del nucleo familiare e della superficie dell'abitazione (perfettibile, ma non infondata) a favore della scelta di fare “la conta dei sacchi”?

Quanto ci è stato anticipato in Commissione Bilancio sulla conta dei sacchi, sull'irrigidimento delle disposizioni che ci hanno consentito di arrivare ad ottimi risultati in breve tempo, mi lascia molto perplesso.

A cosa vogliamo arrivare? Al mercato nero dei sacchi dell'indifferenziato? Ai sacchi, magari comprati in rotolo in qualunque supermercato, abbandonati lungo le strade (se date un'occhiata, ad esempio, a via Lagune e alla zona di Mongardino la presenza di sacchi abbandonati è già tutt'altro che infrequente)? Ai cestini lungo le strade comunali assediati dalle eccedenze? Al rischio che si cerchi di inserire rifiuti non corretti nei sacchi di plastica o carta (come già qualche incivile fa con le campane del vetro) per mascherare la produzione domestica?

Purtroppo per noi l'obiettivo “Rifiuti Zero” è un problema di cultura e di educazione, e, come altri problemi simili, l'eccessiva normativizzazione mi pare presenti più rischi che vantaggi.

Non abbiamo forze dell'ordine sufficienti per andare in giro per l'esteso territorio comunale a caccia di maleducati (e credo anche che abbiano cose più importanti ed urgenti da fare).

Le iniziative che vogliono arrivare a sensibilizzare sul fare attenzione anche agli imballi al momento dell'acquisto sono fatti positivi. Come pure un occhio più attento ai comportamenti palesemente scorretti.

Però credo sia neccessario lavorare nell'ottica di rendere la vita più semplice, non più complicata, ai cittadini (e soprattutto ai tanti cittadini volenterosi che ci hanno permesso di raggiungere questi risultati).

 

4) Leggo sulla pagina de L'Unità (Bologna) del 5 ottobre scorso, affissa nella bacheca sotto il portico del Comune, che la nostra diligenza nella raccolta differenziata ci ha permesso di evitare aumenti di tariffe.

Ma dove finisce la redditività della differenziata? Io, come credo tanti altri, all'inizio della raccolta “porta a porta” ho sopportato alcuni disagi nell'ottica sia della responsabilità sia nella speranza che questa gestione semplificata per Hera (rifiuti già divisi, oneri di stoccaggio a carico dei cittadini che hanno visto le proprie terrazze e le proprie autorimesse diventare spaziosi e colorati cestini della spazzatura, cambio di abitudini imposto dal fatto di esporre in una giornata specifica un tipo specifico di rifiuto, ecc.) avrebbe portato un vantaggio economico.

Ma dov'è questo vantaggio? Credo che in questo momento sia un po' poco dire “il vantaggio è che non ci sono stati aumenti”!

 

Sono convinto che il Consiglio Comunale sia una sede opportuna per confrontarci, tenendo in giusta considerazione i dati numerici e le loro fonti, ma anche le abitudini dei nostri concittadini, in merito a quelle scelte che possono migliorare (o peggiorare) la qualità di vita nostra e delle persone che ci hanno eletto.

 

Chiedo di considerare questa mia lettera un'interrogazione a tutti gli effetti ai fini dell'art.29 comma c) dello Statuto Comunale, e richiedo, oltre ad una sintetica risposta scritta, anche la possibilità di confrontarci su questi temi in Consiglio.

 

Ringrazio della pazienza nella lettura e della disponibilità che auspico nella risposta, e saluto cordialmente.

 

Sasso Marconi, 19/01/2011


Andrea Micheletti

Consigliere Comunale

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