I Sogni di Peter

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Semplicemente ...la mia vita!

From Dublin ...with love

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"There are no strangers here,
only friends you haven't yet met"
"Qui non ci sono estranei, solo amici che non hai ancora incontrato"

W.B. Yeats (13 Giugno 1865 - 28 Gennaio 1939)
scrittore, poeta e drammaturgo Irlandese
Premio Nobel per la Letteratura nel 1923
Senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni '20.

(Un reportage fotografico più completo lo trovate sulla mia pagina FaceBook
...giornate davvero splendide!)

andrea.prof
 
 
Ultimo aggiornamento Domenica 31 Maggio 2009 17:17

Sogno di una notte di inizio ...estate?

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Alti e bassi d'umore. Voglia di correnti ascensionali.

Un po' come il tempo: prima il sole, poi la pioggia,

poi la pioggia con l'afa, poi di nuovo la pioggia,

ma con un po' più d'aria...

Poi?

"Ridammi il sole!" urla Adelmo.

"Non può piovere per sempre", risponde il Corvo.

E vola via. Puuufffffff.

E le previsioni? Perchè quando piove sono sempre affidabili?!?

Meteo a parte, anche per il resto è un periodo strano.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2009 15:21 Leggi tutto...

Ideona

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 Quest'anno il mio compleanno prenderà il Lunedì dell'Angelo...
...dopo il pranzo di Pasqua ...chi ne ha voglia di una sera al ristorante?!?
Poi ...non so ...vorrei trovare un modo diverso di festeggiare...
...meno "festa in pizzeria" e più "giornata al massacro" (ma sempre in ottima compagnaia)...

Allora, dopo lunghe chiacchierate con i miei migliori (e pazienti) "consulenti"
(luca, marco, save, berna ...e la Mary, ovviamente ...un grande team creativo!),
è venuta una grande idea.
Questi gli elementi:
- un gruppo di amici,
- un pullman (uno o due piani, a seconda dell'occasione...),
- una cassa di spumante,
- un congruo numero di calici,
- una meta collaudata.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2009 15:21 Leggi tutto...

Buon Natale ...e Felice Anno Nuovo!

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Natale mi sta correndo incontro a grandi passi...
...e mi accorgo che non ho ancora trovato il tempo
per fare tutte quelle cose che rendono sacro il mio Natale.

Un'immersione nelle luci accese del centro della mia bellissima Bologna.
Santa Lucia, al freddo, con in mano un Negretto e/o un sacchetto di noccioline caramellate.
SOS Fantasmi, Canto di Natale di Topolino e Il Grinch.
Il Bianco Natale di Berlin e di Bing Crosby.
Un bicchiere di vin brulè, come Bacco comanda...

Ultimo aggiornamento Domenica 31 Maggio 2009 17:12 Leggi tutto...

Quando un abbraccio sa ancora trasmettere calore...

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I funerali sono sempre un evento destabilizzante.

Soprattutto quando vi partecipiamo per amore, non per circostanza.

Cerchiamo di vivere le nostre giornate tenendo il pensiero della morte ai margini, perché non possa rovinare il nostro umore. Cerchiamo di concentrarci sulla naturalità della morte, sulla liberazione che la morte spesso regala. Soprattutto quando la cosa ci tocca solo marginalmente.

Quasi che, nel precario equilibrio delle nostre esistenze, la morte e il dolore abbiano lo sgradevole potere di infrangere la nostra routine. E, se fossimo onesti per davvero, dovremmo ammettere che, anche quando vorremmo vivere senza regole, senza dipendere da niente e da nessuno, ciascuno di noi ha una propria routine a cui è affezionato, che è sacra. Che deve procedere.

Invece la morte ci impone di fermarci. Di pensare.

Crea un prima e un dopo. In un modo così “definitivo” che in questo tempo caratterizzato dalla velocità e dalla precarietà sembra non andare più di moda.

Ma se siamo fortunati, possiamo cogliere la grande opportunità che i momenti tristi ci offrono.

E, anche in questo mondo di merda, sono convinto che sia una grande fortuna poter vibrare all’unisono con le corde delle persone che ci stanno vicine.

Il dolore, e soprattutto la capacità di sopportarne il peso, diventano un esempio.

L’abbandono di una persona amata diventa l’occasione per riflettere su quanto quella persona, più o meno consapevolmente, ci ha lasciato.

Un abbraccio e un sorriso tornano ad essere un dono reciproco, non una pratica superata, spesso socialmente sconsigliata.

La morte di una persona cara, e il dramma di un amico, di una famiglia, di una comunità, sanno restituirci un senso di relazione a cui non siamo quasi più abituati. E che spesso l’individualismo esasperato di queste ore ci fa sembrare sconveniente.

Troppe volte ci troviamo davanti a celebrazioni fatte solo di esteriorità, di ipocrisia.

E, nei rari momenti in cui la comunità fa ancora sentire il suo abbraccio, anche se il nostro cuore è triste, il calore che si sprigiona è capace di farci sentire meno freddi. Meno soli.

Solo uno sfogo, dopo una giornata importante.

Un abbraccio.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Ottobre 2010 10:55

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