I Sogni di Peter

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Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?

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Diciamoci la verità, vecchio mio.
Pensare a te mi riporta solo alla mente ricordi felici, e questo non è una roba così scontata...
Perché solo i ricordi felici ci permettono di volare, anche quando siamo chiusi in casa!
Le prime uscite in libertà, quando io avevo solo una bici, mentre tu avevi già una scattante Isotta. I primi triboli di "donne" e le prime vere bevute...
Una grande casa comune, la Festa della Famiglia, e tutto quello che nel corso degli anni da lì è nato, in tutte le vesti che ci hanno visti impegnati insieme e che ci hanno mano a mano cresciuto (montare palchi e piste da ballo, tirare su capannoni, imparare a stare in cucina e a servire ai tavoli, pulire i cessi, fare giardinaggio ...fatiche e soddisfazioni!).
Di occasioni di festa e di gite ce ne sono state anche tante altre, in quegli anni in cui ancora puoi tutto (nel senso che sai di essere tutto in potenza), mentre il blocco di argilla della tua vita prende mano a mano forma. E il modo in cui questo capita riesci a coglierlo solo dopo tanto tempo, e forse mai completamente.
A quanti altri sarà mai capitato di trovarsi a dirigere abusivamente il traffico in Costiera Amalfitana per permettere a due pullman di passare nel traffico? A noi sì, beata incoscienza di quegli anni!
Con un bagaglio di ricordi così, con radici profonde, si sta bene anche quando ci si vede meno. Molto meno. Probabilmente troppo poco, a pensarci adesso...
Però era bello incrociarci, mentre le stagioni della vita passavano, davanti al tavolino di un bar. A parlare di tutto, come si può fare solo con chi hai condiviso cose importanti.
Mi mancherà molto la possibilità di fermarmi a parlare con te, o il gioco di offrirsi un caffè (spesso con amaro annesso) a qualunque ora del giorno e della notte, quando ci si trovava per caso davanti ad un bancone.
Mi mancherai tu, che te ne sei andato proprio nel giorno di un mio compleanno reso strano da questo clima postatomico...
Spero di poter presto recuperare il saluto che non sono riuscito a portarti quando avrei potuto. Mi pesa tanto non averlo fatto, ora che non posso più...
Porta il nostro abbraccio ad Angiolino: avrete un sacco di cose da raccontarvi e da fare, lì dove siete ora.
Riposa nella pace che ti meriti, mio caro Beto.

 

Il gruppo degli stracciaroli

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2020 08:10

Sospensioni virali di giudizio

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Le libertà vengono limitate quando falliscono i progetti educativi, non è una novità.
Ma saremo capaci di sistemare quello che non va nell'educazione nostra e dei nostri figli, nella formazione permanente di tutti, quando tutto sarà finito?
O saremo troppo presi nella nuova corsa per farlo, e avremo nuove scuse per fallire progetti che richiedono respiro lungo e impegno costante, mentre noi siamo ormai diventati capaci di guardare solo all'attimo?
Perché ora ci siamo scoperti tutti poeti e teorici della decrescita felice (facile visto che felici non lo siamo per nulla), ma dopo avremo paura di essere rimasti indietro, e ci convinceranno che servirà correre di più e con la testa ancora più bassa.
Lui che lavora in fabbrica e lei in un alimentari, i nuovi esclusi.
Amazon e PornHub, i veri vincitori.
Le TV on demand che s'intasano e le librerie che collassano.
Il virtuale che finge di supportare il reale con nobili intenti, ma sotto sotto sogna di soppiantarlo.
Amici democratici ed anarchici che improvvisamente invocano il coprifuoco militare, e amici che parteggiano sempre per l'autorità che giustificano i loro comportamenti irresponsabili come resistenza alle oppressioni liberticide di grandi cospiratori.
Soloni che digitano ossessivamente #iostoacasa che pubblicano senza a sosta video e foto fatte da loro nelle piazze e nei campetti, e lavoratori costretti a giustificarsi per il fatto di dover stare in giro anche se preferirebbero non farlo.
Chi voleva aprire, ora vuole chiudere; mentre chi voleva chiudere, in palese difficoltà, vuole chiudere ancora di più e meglio, oppure finge di poter fuggire uscendo dai confini di casa e si vede spesso respinto come un profugo che insegue la fantasia del meglio, come visto in TV.
Tanti si chiedono se verremo ricordati sui libri di storia come quelli che hanno vinto la guerra contro il Virus.
Lo spero.
Ma probabilmente verremo anche ricordati come quelli che hanno usato male i social, i parchi, i market, la propria libertà.
Sarebbe bello pensare che questa esperienza ci abbia insegnato l'importanza della sanità pubblica e delle tasse pagate per servire i cittadini, la responsabilità (individuale ed istituzionale), la solidarietà e il senso di comunità, i pregi del decelerare quando la corsa si fa disumana, l'importanza dello smart working e la centralità di una consapevole fiducia ben riposta in qualunque interazione sociale.
Ma, quando finirà, ci sentiremo probabilmente bravissimi e  ricominceremo a correre, a voler essere i più furbi, a chiamare il nemico (perché nessuno vede più solo avversari nella lunga pax occidentale) "fascista" e "comunista". Per il gusto delle etichette facili. Come piace a tanti.
I ragazzi si torneranno a chiudere in casa per giocare alla Play e gli adulti saranno troppo impegnati per darci peso, e ci dimenticheremo di nuovo di tutto.
Fino alla prossima volta...
Ho un solo sogno.
Di sbagliarmi su tutto.
Sogno che stavolta stiamo davvero capendo, che alla fine di tutto avremo davvero capito.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Luglio 2012 16:35
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